Willy Monteiro e l’MMA da abolire

Willy Monteiro MMA

L’omicidio di Willy Monteiro è un’assurdità.
Un evento tragico al quale è quasi impossibile trovare un senso.
Purtroppo, però, è l’epilogo tragico di una consuetudine: la tendenza alla rissa fuori dai locali.
Un susseguirsi di eventi a causa/effetto che esiste da sempre: l’apprezzamento irrispettoso ad una ragazza, l’amico che interviene in difesa dell’onore dei lei, il faccia a faccia a parole e minacce e, alla fine, le “botte”.
Un iter dell’idiozia che a volte, come nel caso di Willy Monteiro, finisce in tragedia.

In pochi giorni, tra telegiornali, siti di informazione e social, di questa triste vicenda, si è già detto, forse, quasti tutto.
Pertanto, non voglio soffermarmi sulla dinamica degli eventi o su ovvie considerazioni relative agli assassini (perché di omicidio si tratta).
Ciò su cui invece intendo fermarmi a riflettere sono le accuse mosse all’MMA.

L’MMA è violento e deve essere abolito

Sport violento, che innesca violenza in chi lo pratica e, pertanto, andrebbe abolito.
È sostanzialmente il senso di ciò che è stato scritto sui giornali relativamente all’MMA.
Ad onor del vero bisogna specificare che è stato anche detto che l’MMA non è colpevole dell’omicidio di Willy Monteiro.

In questi giorni il web è colmo di post che sottolineano che le arti marziali non sono violente, ma anzi insegnano la disciplina e che puntualizzano come gli assassini di Willy Monteiro non si possano definire artisti marziali, perché dell’arte marziale ignorano completamente il senso.

Sono d’accordo.
Ma sono ovvietà!
Banalità rese necessarie da cosiddetti “giornalisti” (purtroppo quasi la totalità) che fanno della strumentalizzazione un lavoro.
Hanno scritto che gli assassini (che non voglio nominare perché non meritano visibilità) sono violenti perchè praticano MMA, uno sport violento che dovrebbe essere abolito.

Un perfetto esercizio di “ricerca del colpevole” e fomentazione di sterili polemiche che sono ossigeno per talk show da cervello spento.
Tuttavia, voglio andare controcorrente e dico: <<Sono d’accordo. Bisogna abolire l’MMA!>>.

Cacciamo i colpevoli

MMA combattimento

L’MMA è uno sport da combattimento che ha ben poche limitazioni e richiede ai praticanti una buona dose di coraggio e aggressività.
Non è uno sport per tutti.
Coloro che entrano nella gabbia sono accomunati da una viscerale attrattiva verso il combattimento rude.
Aboliamo quindi l’MMA, così i praticanti violenti, non potendo più andare in palestra, diventeranno docili.

Facciamo però le cose per bene.
Quante volte la cronaca di giornali e televisioni ci racconta di ultras che uccidono tifosi della squadra avversaria?
Sono violenti che col tifo non hanno nulla a che fare.
O almeno così dicono giornalisti, opinionisti e tifosi sui social.
Aboliamo il tifo.
Tra l’altro risolviamo anche il problema di riaprire le curve in tempo di covid 19.

Quanti ragazzi sono morti in incidenti stradali all’uscita dalle discoteche?
Colpa dell’alcool e dell’alta velocità.
Aboliamo l’acool, le discoteche e le auto veloci.
In questo modo i ragazzi non si metteranno in pericolo.

Restando in ambito sportivo, ci sono diversi atleti rimasti uccisi durante la pratica dello loro sport ad alta velocità: motociclisti, automobilisti, ciclisti.
Aboliamo la moto GP, la F1 e il giro d’Italia.
Ma anche la boxe ha i suoi morti sulla coscienza. Va abolita!

Willy Monteiro è vittima della mediocrità

Non è stato l’MMA ad uccidere Willy Monteiro.
Sono state 4 o 5 persone che hanno deciso di aggredire tutte insieme un ragazzo e di continuare a colpirlo anche quando era a terra.
Sono stati 4 idioti che ritengono di essere fighi perché hanno muscoli, tatuaggi, soldi e la capacità di menare le mani.
Aboliamo allora i tatuaggi, i muscoli e i soldi?

Willy Monteiro MMA

Perché invece non si prova ad abolire la mediocrità?
Aboliamo l’ignoranza promuovendo la cultura, aboliamo il razzismo approfondendo la storia, aboliamo la violenza sperimentando l’empatia, aboliamo i preconcetti praticando un giornalismo etico.

Willy Monteiro è morto perché ha avuto il coraggio di non accettare l’idiota consuetudine di istigazione alla rissa fuori dai locali e di provare a dire no.
Probabilmente, le altre persone presenti hanno avuto paura e sono rimaste inermi.
Cosa sarebbe successo di tutti i presenti avessero avuto lo stesso coraggio di Willy?

Perché invece di demonizzare le arti marziali non ne si divulgano la storia, la filosofia e i principi?
Forse se si vedesse il fair play che caratterizza gli incontri di Sanda, si comprendessero le forme di rispetto trasmesse nei corsi di Kung Fu e si sperimentassero i percorsi di crescita messi in atto nei corsi di difesa personale, potremmo fare a meno di puntualizzare l’ovvio con banalità che, purtroppo, sono ancora necessarie.

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