Vivere di Kung Fu – capitolo 23 – continuità


Continua la rubrica del venerdì dedicata all’applicazione dei principi del Kung Fu alla vita quotidiana.
Oggi parliamo di continuità, elemento fondamentale nelle arti marziali e quindi anche nel Kung Fu.
La continuità è la capacità dell’atleta di eseguire le tecniche in successione fluida e coordinata. Più un atleta è allenato, maggiore è la sua continuità, la sua capacità di far seguire una tecnica a quella precedente senza perdere in intensità ed energia.
Questa carattteristica è molto evidente nel wushu, nel sanda e nel tradizionale. Quando si osserva l’esecuzione di una forma (sia di wushu, che di tradizionale), immediatamente ed istintivamente diamo un giudizio di bontà dell’esecuzione basato sulla continuità (fluida) delle tecniche.
Nello Shaolin, ad esempio, una peculiarità dello stile è la rappresentazione del combattimento contro più avversari che viene resa eseguendo diverse tecniche in rapida successione alternate a pause di espressione dell’energia (guarda questo video per avere un’idea dell’esecuzione di forme Shaolin).
Nel sanda la continuità delle tecniche è fondamentale per mantenere il controllo del combattimento. Eseguire le proprie tecniche in modo non fluido e non continuativo difficilmente permetterà di tenere a bada un avversario che invece combatte in modo dinamico e reattivo. Immaginiamo una proiezione: se si cerca di proiettare l’avversario, ad esempio, afferrandogli le gambe, senza “coprire” la tecnica, magari partendo da lontano, è molto difficile che si riuscirà nell’intento. Meglio coprire la proiezione, magari con dei pugni che ci permettono di guadagnare spazio e portare l’avversario ad una posizione più utile al nostro intento.

La continuità da vita alle forme al combattimento.

Nella vita di tutti i giorni “essere continui” ed eseguire in rapida successione le proprie tecniche significa fare un passo dopo l’altro senza soste sulla via che conduce ai propri obiettivi.
In qualunque manuale di crescita o realizzazione personale esiste il capitolo dedicato alla pianificazione dei traguardi, che specifica l’importanza di individuare e fissare (spesso scrivendoli) i risultati che si intende raggiungere, indicando tutti gli step da compiere. Risulta evidente che per arrivare alla fine è necessario percorre tutti gli step in successione, tuttavia è necessario anche rendersi conto che il tempo di realizzazione dipende dalla capacità di passare da uno step al successivo senza perdersi per strada. Cosa che succede molto più spesso di quello che si può pensare.
Un’infinità di volte non si arriva al successo perchè ci si ferma (arrende) davanti agli intoppi che rendono più complesso del previsto arrivare al compimento dello step corrente; spesso perchè si perde la continuità, cioè l’attitudine mentale alla ricerca di dinamismo, spesso per mancanza di determinazione.
Ma se l’atteggiamento mentale è fluido, ossia si è sempre predisposti a “fare qualcosa”, allora l’ostacolo sarà in qualche modo superato e, soprattutto, le azioni compiute per superare l’ostacolo generano “movimento totale” che avvicina al traguardo. Ogni azione spinta dall’energia e dalla convinzione di riuscire modifica la situazione corrente rendendola più simile a quella desiderata.

Con la continuità l’acqua scava la roccia.

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