Vivere di Kung Fu – capitolo 21 – dinamismo

Continua la rubrica del venerdì dedicata al “trasporto” dei principi del Kung Fu nella vita di tutti i giorni.
Nel capitolo precedente abbiamo fatto il punto della situazione del nostro viaggio chiudendo il secondo cerchio dedicato alla connessione tra mente ed energia.
Oggi comincia un nuovo percorso, probabilmente più pragmatico dei precedenti … parliamo di dinamismo.

Partiamo dalla definizione di “dinamismo” del dizionario:

1. attività costante che dimostra spirito di iniziativa, rapidità, capacità di cambiamento: un uomo pieno di d.; il d. della civiltà contemporanea
2. qualità di chi o di ciò che è dinamico: un uomo pieno di dinamismo; il dinamismo della vita moderna
3. concezione filosofica o scientifica che considera la forza o l’energia come unica realtà sostanziale dell’universo.

Stiamo parlando di qualcosa che, ancora una volta, si può accostare al concetto di energia, ma in questo caso intesa come movimento, attività, vitalità, etc.

È abbastanza intuitivo capire l’importanza del dinamismo nell’ambito del Kung Fu; pensiamo all’esecuzione delle forme, ad un combattimento di sanda, o al mondo della difesa personale … senza movimento non ci sarebbe nulla di tutto ciò.
Se invece allarghiamo questa idea alla vita quotidiana l’aspetto della cosa cambia un pò: infatti è molto consueta l’attitudine alla vita che di dinamicità, sempre intesa come vigore, propositività, grinta, ne ha ben poca. Quante persone si trascinano sulle spalle un lavoro che non piace e che addirittura è vissuto come un fastidio, praticando quotidianamente l’esercizio della lamentela, ma senza mai sforzarsi di cambiare qualcosa. Quante persone conoscete che si lamentano di qualche aspetto della loro vita ma che non hanno mai davvero messo impegno in un processo di cambiamento di quegli stessi aspetti?
Spesso costa meno fatica lamentarsi e soffrire che impegnarsi e cambiare.
Ciò che è vivo si muove. L’energia non si crea ne si distrugge … si trasforma. Siamo fatti di energia e siamo preposti all’evoluzione, non solo come specie, ma proprio come entità. Chiunque di noi in un contesto sempre immobile inizierà a sentirsi prigioniero.

Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle
Denis Waitley (scrittore, conferenziere e consulente per il potenziamento delle prestazioni umane)

Dobbiamo sempre provare a cambiare, a rinnovarci, cercare di ringiovanirci; altrimenti diventiamo solo più duri
Johann Wolfgang Von Goethe (scrittore, poeta e drammaturgo tedesco)

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo
Albert Camus (romanziere, filosofo e drammaturgo francese)

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