Vivere di kung fu – Apri la mente

Come ogni venerdi prosegue la rubrica Vivere di kung fu, nella quale scopriamo le modalità con le quali possiamo portare i principi del kung fu nella nostra quotidianità.

Oggi parliamo di un concetto che sembra non appartenere al kung fu, ma che in realtà ne è stato il motore dell’evoluzione. Aprire la mente.
Molto spesso nell’ambiente marziale c’è una grande voglia (quasi ansia) di sentirsi riconosciuti come abili, capaci, forti. Sicuramente è parte della natura umana la ricerca di consensi e di affermazione, tuttavia mi è capitato spesso di dialogare con praticanti ed insegnanti che hanno passato tutto il tempo della conversazione a decantarmi l’eccellenza dello stile che praticavano, il loro curriculum marziale, l’albero genealogico della famiglia del loro maestro cinese, etc.
Un pò come nell’antica Cina, dove ogni famiglia aveva il suo kung fu che riteneva il migliore e lo confrontava con le altre famiglie.
Ciò che bisogna considerare però è che per arrivare a considerare il proprio kung fu eccellente i maestri cinesi seguivano un percorso di studi che spesso si fondava sull’osservare altri maestri, intuirne le abilità e recarsi da loro per imparare. Gli stessi monaci Shaolin in principio osservarono le metodiche di combattimento e movimento degli animali nella ricerca di tecniche di combattimento efficaci.
Osservare. È una componente fondamentale dell’apprendimento e del miglioramento di se stessi. Osservare con la predisposizione mentale di capire, conoscere e crescere.
Per far ciò è necessario abbandonare i preconcetti che spesso ci chiudono all’interno del nostro perimetro di sicurezze, della nostra zona di confort, dentro la quale ci sentiamo forti e capaci, ma che non ci consente di vedere se oltre il confine esiste qualcosa che potrebbe accrescere il nostro potenziale.
Nel kung fu come nella vita quotidiana osservare, prima di tutto se stessi e poi il mondo, liberi dalle catene delle paure di scoprirsi meno forti e sicuri di quello che si pensa, regala degli ottimi strumenti di crescita della propria forza e sicurezza.
La persona forte non è quella che non ha insicurezze o debolezze, è quella che le sa individuare, gestire e superare.

Una persona che pratica lo stesso stile da sempre, che ne ha studiato tutti gli elementi fondamentali e i dettagli, che ne conosce la storia, la filosofia e i principi non può ritenersi “più forte” di praticanti di altri stili, perchè gli altri stili non li conosce …
Al massimo può avere la consapevolezza di essere forte nella sua zona di confort.
Una persona forte oggettivamente è una persona forte nella sua zona di confort, con una zona di confort il più ampia possibile. E comunque non può ritenersi il più forte.
Allarghiamo quindi i nostri confini di sicurezza mettendo il naso fuori di casa con l’umiltà dell’allievo di fronte al maestro. Umiltà non va intesa come povertà o scarsità, ma come rispetto e sicurezza in se stessi, perchè voler imparare non significa non sapere ma semplicemente essere desiderosi di migliorarsi sempre di più.

Quando non si ha una forma, si può avere qualsiasi forma; quando non si ha uno stile, si può avere qualsiasi stile. (Bruce Lee)

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