TRX. I pesi siamo noi

trxIl concetto di allenamento a carico naturale è quanto di più insito esista nell´universo del Kung Fu. La cultura occidentale, dopo gli anni ´70 e ´80 – decenni in cui il body building era esploso ed era indubbiamente la forma di fitness più praticata in assoluto – ha lentamente riscoperto l´importanza e la validità del lavoro a corpo libero.

Nelle settimane passate abbiamo visto alcuni metodi di allenamento alternativi, il TRX rappresenta una delle più alte espressioni di liberazione da manubri e bilancieri: tutto è portato alla massima semplicità. Volete sapere perché? Perch&ecute; “i pesi siamo noi”.

trxLa struttura dell’attrezzo composto da due fasce/cinghie regolabili che terminano con due maniglie dalla comoda impugnatura è votato all’estrema facilità d’uso – apparente però, dato che il workout si basa sull’inclinazione del corpo e la gravità – e vi farà migliorare nella forza, resistenza, nell’equilibrio e nella propriocezione muscolare.
Inoltre è estremamente piccolo e leggero e, con gli appositi attacchi, si può fissare anche comodamente sulla porta di casa nostra.

Vediamo ora insieme un esercizio per i dorsali che ne contempli l’utilizzo, più precisamente una versione del rematore.

COME SI FA

Innanzitutto cerchiamo qualcosa su cui fissare il TRX: la sbarra per le trazioni, il power rack o una qualsiasi macchina o supporto che vi consenta al di sotto di esso di avere un bel quadrato di 2 metri per 2 a vostra completa disposizione. Se siete così fortunati da potervi allenare all’aperto, non aspettate oltre e cercate il ramo che fa al caso vostro e valutate inoltre che il terreno sotto di voi non deve farvi scivolare, quindi ripulitelo da sassolini e terriccio se lo ritenete opportuno. Scaldate i dorsali con 50 movimenti a vuoto di trazione, ad esempio potete simulare dei pull-up. Asciughiamoci il sudore dalle mani e via si parte.

trxAfferriamo saldamente le due staffe con presa neutra quindi perpendicolare rispetto al pavimento (l’avambraccio è a 90 gradi rispetto all’omero) e incliniamoci a circa 60° rispetto al suolo, i talloni sono il nostro solo punto di contatto. Questa prima serie ci servirà a prendere confidenza con l’esercizio e a valutare il numero di ripetizioni eseguite a regola d’arte; qualora fossero superiori a 20 possiamo portarci a 45° nella serie successiva.

trxAllunghiamo completamente le braccia, mantenendo – come abbiamo già visto in molti altri esercizi precedenti – il corpo in un’unica linea ideale. Contraiamo volontariamente i dorsali, spingiamo le scapole le une contro le altre fino a ritornare alla posizione di partenza. Più il nostro tronco si troverà parallelo al suolo più il carico percepito sarà pesante e si avvicinerà al nostro peso corporeo.
Un ulteriore accorgimento per coloro i quali sono più in forma: spostate i piedi poco più avanti rispetto al TRX a riposo e noterete un’ulteriore resistenza.

2 thoughts on “TRX. I pesi siamo noi

  1. Si bello, alternativo
    Ma bisogna completare con manubri e bilancere…sollecitare i pettorali risulta arduo!
    Si brucia parecchio se fatto con pause minime

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