Se il Kung Fu fosse sport nazionale

ying yang italia

Chissà quanto ha inciso nella diffusione del Kung Fu in Italia la sospensione dei campionati di calcio a seguito del filone del calcio scommesse. Soltanto fino a pochi anni, fa sarebbe stato impensabile uno scenario sportivo italiano profondamente caratterizzato da discipline quali Wushu, Kung Fu Tradizionale, Sanda, Lei Tai, Ci Sao, Tai Ji, così come sarebbe stato difficile immaginare la difesa personale come parte integrante della vita quotidiana dei cittadini italiani.
Eppure oggi, anno 2015, nelle scuole elementari si possono osservare bambini cimentarsi in salti ed evoluzioni propedeutiche al chang quan, ai giochi della gioventù per i ragazzi delle scuole medie ci sono le competizioni di Kung Fu Tradizionale, di Wushu e di Sanda, nei cortili e nei prati oltre al più classico pallone si vedono Gun, Dao, Qiang ruotare nelle mani di persone di tutte le età e i campionati regionali di Kung Fu Wushu sono divenuti eventi che attraggono un pubblico sempre più numeroso. Inoltre da quest’anno le finali dei campionati italiani saranno trasmesse in diretta televisiva.
A proposito di televisione, giusto ieri ho seguito con grande attenzione un servizio che raccontava i benefici che le arti marziali cinesi stanno portando nella cultura occidentale. È stato illustrato come l’apertura culturale al Kung Fu ha consentito alle persone di conoscere e capire anche concetti legati alla medicina tradizionale cinese, al legame tra cibo ed energia ed al benessere spirituale, generando un miglioramento della qualità della vita in termini di riduzione dello stress e delle malattie psicosomatiche. Non a caso da quest’anno partiranno i corsi di formazione di Kung Fu aperti agli insegnanti delle scuole medie-superiori, in modo da favorire la diffusione culturale di tali benefici, già a partire dalle scuole.
Chi non può usufruire di tali corsi ha comunque la possibilità di addentrarsi nell’universo Kung Fu: sono infatti numerosissime le palestre che propongono corsi di arti marziali cinesi orientati sia ai bambini che agli adulti. Tra Shaolin, Tang Lang, Hun Gar, etc. c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Questa improvvisa e corposa diffusione del Kung Fu ha avuto anche il merito di elevare il livello tecnico degli insegnanti. Essendoci maggiore concorrenza, per poter emergere, i vari Maestri hanno dovuto migliorarsi, aggiornarsi, tornare ad allenarsi … si sono dovuti mettere in gioco a viso aperto. Questo scenario ha causato la scomparsa dei numerosi “maestri sulla carta”, quelli che professavano senza mai dimostrare e confrontarsi; sono rimasti solo quelli che hanno davvero compreso il ruolo del Maestro di Kung Fu.
Un’altra nota stonata che sta smettendo di suonare è quella della difesa personale. I vari sistemi di difesa la cui efficacia era quanto meno dubbia stanno cedendo di fronte alla cruda realtà. Adesso le persone hanno più informazioni relative al significato delle parole “difesa personale” e non si accontentano più di apprendere tecniche e “mosse” sulla fiducia, pretendono invece di essere persuasi dell’utilità di ogni movimento e di conoscere i principi che rendono il sistema che studiano uno strumento di aiuto in caso di pericolo. Inutile dire che l’immediata conseguenza è stata il calo dei casi di microcriminalità, di furti e aggressioni in strada in tutte le città italiane.

Non so quanto le partite truccate, i troppi soldi e la disonestà che sporcavano il mondo del calcio abbiamo favorito la diffusione del Kung Fu in Italia. La verità è che personalmente non mi interessa saperlo, perchè mi piace pensare che la famosa profezia dei Maya di cui si è molto parlato tre anni fa (nel 2012) e che voleva la fine di un mondo vecchio e l’inizio di una nuova prolifica era si sia avverata … e noi non ci abbiamo fatto caso più di tanto.

3 thoughts on “Se il Kung Fu fosse sport nazionale

  1. Forse uno dei problemi che rende il Kung Fu poco “appetibile” alle masse e ai media è proprio il fatto che, come si dice, “il Kung Fu è una disciplina povera”.
    Non ci sono grandi giri di soldi dietro, non almeno ufficialmente.
    La spettacolarità, l’utilità, la spiritualità, i confronti agonistici, non manca nulla….
    E’ un vero peccato che in occasione di un Campionato Italiano di tradizionale al quale partecipai anni fa, svoltosi a Torino (non una cittadina di provincia!) non ci fu nemmeno un articoletto a fondo della pagina sportiva di qualunque giornale, evento completamente ignorato!
    Riusciremo a distogliere gli italiani dal pallone?

    1. Secondo me non è per quello, io penso che il kung fu sia meno appetibile dei rivali sport da combattimento quali tai boxe, kick etc… proprio per il suo intrinseco essere una Vera Arte Marziale, con tutto ciò che comporta, cioè una crescita lenta ma completa, a tutto tondo e non specifica, con meno combattimento violento “scaricaormoni”, l’uso del cervello nel ricordare le forme, nel sapere un pò di storia e, ultimo ma non ultimo, la moralità marziale che limita molto, o dovrebbe farlo, l’uso che si fa del kung fu (ricordate l’arte di combattere senza combattere?). Ad ogni modo non credo che si riucirà a distogliere gli italiani dal pallone! ahahah

    2. oggi la società e le persone sono più da “surf” che da “sub”, vogliono qualcosa che funzioni subito e non approfondire la propria conoscenza, questo lo vedo in molti settori ed aspetti della nostra vita, non mi dilungo sugli esempi che sono decine. Sono sempre meno le persone che fanno 6 ore di allenamento filato fino a non reggersi in piedi, o quelle che si allenano per tanti anni tutti i giorni. Sono sempre più quelle che conoscono un pò di tutto pensando di essere completi… ma non lo sono.

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