Riapertura palestre fantasma

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A giugno 2021 il governo italiano ha decretato la riapertura palestre, dopo oltre un anno di chiusura, più o meno totale, a causa della pandemia di Covid-19.
Una buona notizia per i gestori delle palestre, che hanno vissuto praticamente tutto il 2020 e metà del 2021 nell’incertezza del futuro e nello sconforto del presente.
Tuttavia la riapertura palestre in Italia evidenzia l’incapacità di gestire una crisi che è economica quanto sanitaria.
Decretare la riapertura a giugno di quelle attività che normalmente nei mesi estivi terminano la stagione e chiudono i battenti ha il sapore di un’ulteriore colpo basso.

Chi si ricorda delle palestre?

riapertura palestre 2021
Fin dall’inizio del primo dei lockdown dovuti alla pandemia è sorto il problema del sostentamento economico alle imprese.
Particolare attenzione è stato posto a quelle attività che vivono grazie ai servizi al pubblico e che non potevano, per loro natura, limitare i contatti o aumentare le distanze.
Parrucchieri, risoranti, negozi, piscine e palestre, etc.
È stato evidente il rischio di chiusura di troppe attività commerciali, con logiche conseguenze economiche e sociali.
Ecco, allora, i decreti ristori, le regole sull’asporto e sugli appuntamenti uno alla volta nei saloni di bellezza.
E le palstre?
Semplicemente chiuse, in attesa di una riapertura… non si sa quando.
Giugno 2021. Ecco la riapertura palestre.
Quando le persone vanno in vacanza.
Certo, alcune palestre sono rimaste aperte vincolate dai regolamenti sulla distanza, sull’uso delle mascherine, sull’igenizzazione e sulla possibilità di fare allenamento senza poter usareì gli spogliatoi.
E le palestre che vivono di attività che fanno del contatto fisico una prerogativa irrinunciabile, come ad esempio danza e arti marziali?
Semplicemente chiuse, in attesa della riapertura palestre, decretata mentre le persone vanno in vacanza.
I gestori delle palestre sono stati completamente dimenticati.

Chiusura arti marziali

Le arti marziali hanno subito gravi colpi da KO, dal Covid e dal governo italiano.
Le discipline basate sul combattimento sono state vietate per legge e le discipline più tradizionali sono state abbandonate dai praticanti per paura.
Durante i lockdown non era possibile praticare il contatto fisico, ma anche ritrovarsi in palestra per allenare qualche forma metteva a rischio di contagio.
Molte palestre si sono attrezzate con appositi dispositivi di igenizzazione e regolamenti di ingresso studiati ad hoc, ma la paura è stata, ragionevolmente e responsabilmente, più grande dell’impegno dei gestori.
La chiusura dei corsi di arti marziali è stata inevitabile.
Ciò che si poteva evitare era la chiusura definitiva di tante palestre a causa di fallimento economico.
Il decreto che sancisce la riapertura palestre non riguarda più molte palestre che hanno deciso da tempo che una riapertura non se la possono permettere.
L’assurdità di questa situazione è sfociata nella demenzialità con la decisione di far riaprire quando normalmente si chiude.
Durante i mesi estivi c’è un calo fisiologico della frequentazione delle palestre e, di conseguenza, per evitare che i costi fissi diventino insostenibili, le palestre chiudono.
Come si può pensare di decretare una riapertura palestre all’inizio dei mesi estivi dopo più di un anno di mancati introiti a fronte di costi fissi (ad. esempio l’affitto) immutati?
Infatti, purtroppo, molte palestre non riapriranno e molti insegnanti di arti marziali hanno dovuto mettersi in cerca di una nuova occupazione.

Si potevano salvare i corsi di arti marziali?

Difficile dirlo.
Probabilmente durante i lockdown non era possibile trovare un modo per continuare a praticare sport di contatto senza rischiare il contagio.
Per quanto riguarda gli stili tradizionali, la tecnologia è stata di supporto e qualche insegnante si è attrezzato per lezioni online.
Sicuramente, però, si poteva provare a salvare gli insegnanti, con qualche aiuto economico mirato e con un’attenzione maggiore alla categoria.
Sicuramente, molte altre categorie di professionisti avevano e hanno tutt’ora bisogno di aiuto.
Tuttavia, restando nell’ambito della gestione delle palestre e, per natura di KungFuLife, nello specifico delle palestre di arti marziali, fa riflettere come salvare il calcio sia stata una delle priorità nazionali, giustificata dal fatto che il pallone è “attività di valore nazionale”.
Si è trovato quasi subito il sistema di portare a termine il campionato, pervedendo un protocollo di gestone dei contagi, organizzando tamponi quasi quotidiani per calciatori e staff tecnico e, nell’ultimo periodo, concedendo deroghe al coprifuoco per chi si recava allo stadio.
Intanto, le palestre diventavano città fantasma, gli insegnanti alimentavano le statistiche di disoccupazioni e le attività che mettono al centro il benessere fisico, mentale e spirituale del praticante sono state dimenticate.
Tanto in estate 2021 c’è la riapertura pelestre.
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