Il Wing Chun italiano

wing chun bimboLa settimana scorsa ci siamo occupati di fare un po´ di chiarezza in merito alla questione Wing Chun per, ripeto ancora una volta, soddisfare le richieste di tutti quei lettori che ci scrivono per chiederci per quale ragione esistano così tanti modi di praticare una sola arte. Non solo: tantissimi ci chiedono proprio se sia la stessa arte, e il mio post era un tentativo di rispondere pubblicamente, in un colpo solo. Kung Fu Life ha la sanissima abitudine di rispondere personalmente a tutti quelli che ci scrivono. Però una bella chiarificata generale ci stava proprio, visto che questa domanda è oramai diventata un tormentone.

jackie chan karate kidA tal proposito, voglio ringraziare pubblicamente tutti quei praticanti di Wing Chun — o come volete chiamarlo voi! — che hanno commentato sotto i nostri post, soprattutto su facebook. Tutti praticanti esperti ed è intervenuto anche qualche maestro. Con tutti questi, naturalmente, mi scuso se non ho preso in considerazione alcuni nomi che mi sono stati poi suggeriti — come ad esempio Randy Williams o Philipp Bayer. Ribadisco però che, come già detto nel mio post in questione, è impossibile esaurire il discorso “stili di Wing Chun” con qualche parola veloce. Il punto è però un altro, e questo vorrei ricordarlo soprattutto ai lettori che ci scrivono in privato. Questi ultimi sono al 90% praticanti giovani, magari bravi ma ancora in fase di formazione. Spesso alle prime armi. Non sono, insomma, come chi ha deciso di fare dell´arte una ragione di vita e magari diventarne maestro. Quindi è normale che pongano alcune domande che i più esperti diano per scontate. Kung Fu Life dialoga con loro incessantemente, ma cosa ancora più importante: voglio sottolineare proprio che è un dialogo, e come tale si vuole arricchire di contributi, informazioni e opinioni. Certo: l’unica condizione che poniamo è che bisogna contribuire con educazione, giusta umiltà e senza manie di protagonismo.

bimbo tutina bruce leeCari lettori che ci scrivete, voglio insomma dire che dovete correre a leggere anche chi commenta i nostri post! Trattandosi di maestri che spesso hanno consacrato la loro vita all’arte, troverete puntualizzazioni che veramente arricchiranno la vostra conoscenza.
Cari praticanti esperti che commentate, voglio invece dire a voi che per questi neofiti curiosi i vostri commenti sono fondamentali, quindi se possibile lasciateli sul blog e non solo sotto i post di facebook! A parte la migliore gestione tecnica per noi della redazione, che riusciamo più facilmente a leggere tutto, molti praticanti che ci seguono non controllano facebook o addirittura non lo hanno! Iscriversi è gratuito e ha la sola e unica funzione di rendere possibile questo dialogo che già avviene sui social network esterni.
Le vostre informazioni sulla translitterazione dei caratteri, il senso in cui viene inteso il termine “Wing Chun” in Cina, l’attenzione posta su alcuni nomi che ho trascurato meritano di essere condivise con i meno informati, a cui comunque gireremo qualsiasi risposta abbia arricchito il nostro bagaglio culturale.

bimbo piegamentiE poi c’è un altro punto fondamentale, che va ben oltre tutte le differenza che possiamo annoverare sui vari sistemi di Wing Chun esistenti sul pianeta. La realtà italiana che sta emergendo sulle fondamenta di questo stile di Kung Fu è decisamente interessante ed è quindi importante che anche i meno esperti comincino a conoscerla! Voglio dire, più che rispondere a domande tipo <<Buongiorno, pratico Kung Fu da un anno e vorrei avvicinarmi al Wing Chun. Ho visto che però ci sono scuole diverse. Che differenza c’è tra il Wing Chun, l’ EBMAS e il Wing Tsun?>> sarebbe fantastico se qualcuno chiedesse invece <<Che differenza c’è tra il Ving Tsun del maestro Sergio Vommaro e lo Jing Hua Quan del maestro Enrico Mori?>> Oppure: <<Cosa c’è di diverso nell’Infinity Martial System del maestro Giuseppe De Rosa e nel Wing Chun Club del maestro Cheli?>>

wing chun babyCome dovremmo immaginare tutti, l’onniscienza è una chimera tanto invitante quanto irraggiungibile. Però ci si può quantomeno avvicinare, e l’unico modo per farlo è il dialogo genuino. Insomma, aspettiamo che qualche nuovo e curioso praticante cominci a considerare i sistemi di Wing Chun esistenti sul territorio italiano all’altezza di essere problematizzati almeno quanto quelli di Boztepe o Leung Ting, di Ip Man o Bruce Lee.
Per fare questo, però le nuove leve devono accorgersi di questa situazione. Loro, non noi della redazione! Alla fine, noi di Kung Fu Life riusciamo a leggere quasi tutti i vostri commenti sotto i nostri post su facebook, ma la gente che davvero ci ha chiesto le informazioni che possono aver dato vita ad un post ne resteranno all’oscuro.

wing chun - ip man e bruce leeLa realtà tutta italiana del Wing Chun merita la stessa attenzione di quella dei “mostri sacri” stranieri. La mia attenzione in merito, nello scorso post, è stata forzatamente fugace. Sono sicuro che, proprio adesso, qualcuno di voi starà pensando <<si, ma non solo Mori, Iadarola e De Rosa, anche io ho un mio modo di interpretare il Wing Chun>>. Noi della redazione siamo curiosissimi, sia chiaro, ma più di noi questa cosa deve arrivare a chi ci scrive.

Insomma, fatemi scrivere un post su di voi, su di noi italiani. Fatemi scrivere un post per rispondere ai lettori che mi chiedono informazioni sulle differenze tra i sistemi italiani basati sul Wing Chun. Non solo: fatemi scrivere e poi ditemi quello che, per ignoranza o dimenticanza, non ho potuto aggiungere. Ci siamo annoiati del Leung Ting, Boztepe, Ip Man di turno. Tanto di cappello e rispetto assoluto per questi grandi artisti marziali, ma ci siamo anche noi: alziamo la voce.

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