Girotondo. Un metodo per allenare il KO

girotondoGiro giro tondo casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra. Se qualcuno trova una traccia di Kung Fu in questa puerile filastrocca che accompagnava un gioco della infanzia di molti di noi è sicuramente folle. Fino a oggi. Sono sicuro che poche righe basteranno a farvi cambiare idea.

mike tysonAllenare il KO ed i secondi che immediatamente ne seguono la sua difficile gestione è da sempre qualcosa di molto ricercato nell´ambiente marziale ma difficilmente attuabile per il semplice fatto che riprodurlo in maniera realistica è palesemente doloroso, pericoloso e porta tutta una serie di effetti collaterali, in primis quello anatomico fondato sul fatto che studi medici hanno evidenziato che per ogni colpo da KO si interrompono perennemente delle sinapsi cerebrali. Quindi in parole povere perdiamo materialmente la possibilità di usare neuroni. Il che – nel mio caso specifico – è una cosa che non mi posso permettere data la scarsa quantità di cui madre natura mi ha fornito; ma al di lá della deprecabile battuta qualora ci fosse qualcuno con neuroni da vendere, non dimentichiamoci non solo che i neuroni ci servono anche quando non pratichiamo Kung Fu ma anche che il Sanda come combattimento sportivo che prevede il KO deve essere accompagnato da un tracciato di encefalogramma in ottime condizioni.

Muhammad AliCome allenarci dunque senza tutte queste problematiche e senza tornare dal nostro partner o al lavoro con il naso rotto ed un occhio nero? Beh giocando.

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COME SI FA

Chiaramente il metodo è incruento e oltretutto in maniera anomala non è previsto il riscaldamento, tuttavia per coloro i quali hanno intenzione di provarlo e di inserirlo nel loro circuito di allenamento è bene effettuarlo in un kwoon: capiremo presto insieme il perché.

dito al cieloIn piedi stendiamo un braccio sopra la nostra testa alzando l’indice, a questo punto fissando ininterrottamente la punta del nostro dito cominciamo a girare su noi stessi il più velocemente possibile rimanendo sul posto per circa 15/20 secondi.
Finito questo breve lasso di tempo ci fermiamo istantaneamente, assumiamo la nostra posizione di guardia – preferibilmente all’inizio “allarghiamola” leggermente – e proviamo a rimanerci…; beh sarà come aver preso un bel colpo ve lo assicuro.

knockoutLa sensazione è alienante, fastidiosa e di assolutà instabilità e precarietà nell’equilibrio e nella messa a fuoco di ciò che ci circonda: per chi pratica Wing Chun, IMS o Sanda a contatto pieno che percepiremo sarà quanto più si avvicina a una bella “castagna”, fortunatamente senza il fattore dolore e derivati (gonfiore, ghiaccio, arrossamento, creme e unguenti di mistiche creature orientali come drago e tigre…).

ko garaTuttavia alla sensazione di “stordimento”, che è il fine del nostro esercizio, sarà associata anche il forte giramento di testa: qualora quest’ultima dovesse prevalere sullo stordimento accorciate il “girotondo” di qualche secondo, la situazione dovrebbe migliorare sensibilmente.
Per lo stesso motivo abbiamo cura di praticare questo bel giochino su un Lei Tai dove un possibile atterraggio possa rivelarsi sensibilmente più morbido di una piastrella, un parquet o nel migliore dei casi della moquette. Evitiamo anche – soprattutto per chi soffre il mal d’auto come me – uno spuntino troppo pesante; il feeling dopo questo esercizio è decisamente fastidioso per la testa ma non solo, anche lo stomaco ne risente pesantemente ed anche una semplice banana può riproporsi per qualche minuto dopo questo bel giochino.

muhammad ali giovaneMa dopo poco ci farete l’abitudine e qui viene il bello. Per gli agonisti di Sanda o semplicemente per chi si allena molto pesantemente consiglio di inserire questo workout alla fine di un circuito, tutto questo per replicare la sensazione di affaticamento e/o tensione emotiva che genera il fiato grosso che ci è compagno quando si subisce un KO.

rockyPer chi non si accontenta mai, ancora un altro step: subito dopo esservi fermati dal girotondo provate a recuperare immediatamente la guardia e a sferrare colpi semplici e più lunghi possibili verso un avversario immaginario dinnanzi a voi; cross e jab per intenderci, ma anche un calcio frontale per chi ha un ottimo senso dell’equilibrio: è pacifico che in uno scenario di combattimento reale senza regole, ma anche in uno sportivo, vedere il nostro avversario non intontito ed in preda allo stordimento ma ancora vitale e anzi propositivo in attacco scoraggia la voglia di approfittare immediatamente della situazione per finirlo.

Per chi non si accontenta sostituite l’avversario immaginario con un compagno che cerca di approfittare della situazione e vi attacca veementemente, oppure si può replicare il tutto anche non assumendo la guardia a fine girotondo bensí fingendo di essere andati al tappeto e dovendo rialzarsi.
Sarà un allenamento divertente, fidatevi. Buon girotondo a tutti!

2 thoughts on “Girotondo. Un metodo per allenare il KO

  1. ahaha.. carino anche questo! io li faccio rotolare tipo tronchi per tutta la lunghezza della palestra e arrivati in fondo colpire il sacco!! le prime volte c’è da ridere!!.. ma serve..

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