Bruce Lee – La questione del centro psichico

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Gli istruttori di Kung Fu di diverse scuole insegnano ai loro allievi a mantenere la mente nel centro psichico (dan t’ien), situato da tre a sei centimentri al di sotto dell’ombelico.
Il metodo consiste nel respirare mandando il respiro in basso, verso questa regione inferiore dell’addome; ciò faraà abbassare il centro di gravità rendendo veloci nello spostamento da una posizione all’altra. E’ pure opinione comune che questa pratica generi un formidabile potere psichico. Ciò affascina chi è all’inizio,ma per il maestro di Kung Fu (e anche per i maestri zen o taoisti), la cosa più importante è la vaculità.
La mente (ammesso che esista una tale entità) dovrebbe pervadere e riempire l’intero corpo e fluire liberamente dappertutto.
La cosiddetta mente dovrebbe essere onnicomprensiva: è qui, là, ovunque. Se imprigionate la mente nel basso addome, ogni altra parte del corpo avvertirà la sua assenza.
Ciò che è più importante è il fatto che se voi localizzate la mente nel basso addome, quando dovete darne uso per un tempo extra e per avere energia in più vi perdete nei tentativi di manovrare la mente dall’addomealla parte richiesta.
Il maestro di Kung Fu crede nell’unità, nella molteplicità e nell’interezza delle varie parti.
DI fatto, dimenticatevi della mente; quando non avete l’ansietà di essa,la mente comincerà ad aprirsi e ad essere pronta a reagire liberamente ad ogni situazione. Può farlo, dal momento che essa non è attaccata o confinata (stato di wu-hsin).
Quando la mente non è confinata in un punto è ovunque.
Conoscete quella storiella del millepiedi che passeggiava beatamente fino a che un altro insetto lo fermò per scoprire come facesse a camminare con centinaia di zampe? Bene, il millepiedi si fermò e cominciò a descrivere coscientemente in che modo procedessero i suoi passi.
E sapete cosa accadde? Il millepiedi cadde sbattendo il muso a terra.
Bruce Lee
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