Wing e Weng, Chun e Tsun: questioni di lettere?

ip manCerte volte l´abito fa il monaco, che in questo caso più che da Shaolin sembra arrivare da Foshan, passando ovviamente per Hong Kong. In questo caso, il monaco è lo stile e l´abito la sua etichetta, il suo nome. Quante volte vi siete chiesti: ma qual è la differenza tra Wing Chun, Wing Tsun, Ving Tsun, Wing Tjun, Weng Chun e compagnia bella? Personalmente, è una delle prime domande che mi sono posto quando l´arte della bella o eterna primavera ha cominciato a destare il mio interesse.

Prima di tutto, penso di poter dire che un post non può esaurire completamente il discorso: per quanto uno ricerchi, sono convinto che sia difficilissimo riuscire a considerare tutte le varianti del Wing Chun. Senza una ricerca capillare e approfondita, è impossibile immaginare quante siano le interpretazioni di questo stile. Scrivo allora basandomi sulle informazioni generali che si possono raccogliere intorno a questi sistemi, tutti basati sullo stesso stile: il Wing Chun. Scrivo per le decine di lettori che mandano mail alla nostra redazione, chiedendoci quali siano le differenze e le analogie, perché praticare uno piuttosto che un altro. Per tessere, insomma, un quadro che metta un minimo di ordine sulle principali interpretazioni dello stile di Ip Man. Perché, dopo quest’ultimo, le cose si sono fatte decisamente più complesse.

Wing Tsun: i maestri Leung Ting e Kernspecht della EWTO. Wing Tsun: i maestri Leung Ting e Kernspecht della EWTO.

Partiamo da Ip Man e dal suo Wing Chun. Era questo il nome della sua arte, e si può dire che è ad Ip Man che si ferma il modo tradizionale di praticare, se con questo intendiamo quello chiuso nelle scuole cinesi che ben si guardavano di esportare il Kung Fu fuori dai confini nazionali. “Wing Chun” è la dicitura che si usa quando si vuole intendere lo stile tradizionale in generale. I figli del famoso maestro Ip Ching e Ip Chun praticano Wing Chun, gli allievi di prima generazione di Ip Man come Bruce Lee, William Cheung, Lok Yu, Wong Shun Leung chiamano Wing Chun la loro arte. Se vogliono comunicare poi che si tratta del loro modo specifico di praticare, aggiungono il loro nome: per esempio Lok Yu Wing Chun, e alla fine anche il precursore del Jeet Kune Do era qualcosa del genere, dato che il Jun Fan Gung Fu è proprio il “Kung Fu di Jun Fan”, che è il nome in cantonese di Bruce Lee.

leung ting wing chunUn altro allievo di Ip Man è stato il famosissimo Leung Ting, principale responsabile della diffusione mondiale dell’arte. A mio avviso, responsabile molto più di Bruce Lee, il cui lascito è sicuramente più che altro il Jeet Kune Do. Negli anni 70 Leung Ting sbarca in occidente e comincia a insegnare a Keith R. Kernspecht, fondando la EWTO: European Wing Tsun Organization. “WT”, quindi: “Wing Tsun“. Leung Ting sente il bisogno di essere riconosciuto come il padre della sua arte e quindi le cambia il nome e registra addirittura il marchio.

emin botzepe Wing Tzun EBMAS: Sifu Emin Boztepe in azione.

Kernspecht e Leung Ting avevano un allievo molto bravo, un certo Emin Boztepe. Vera testa calda, con quell’aria un po’ da Zatlan Ibrahimovic, ad un certo punto sembra avere divergenze tecniche con i suoi insegnanti e quindi decide di “mettersi in proprio”: nasce l’EBMAS, ovvero la Emin Boztepe Martial Art System. Insomma, che si sappia: il sistema è suo, non di Leung Ting. C’è da dire però che se uno chiede ad un praticante che segue Boztepe che stile di Kung Fu pratica, sono certo che 90 volte su 100 egli risponderà <<Wing Tsun>> o <<Wing Chun>>. EBMAS sembra infatti essere più che altro il nome dell’organizzazione che promuove l’arte, che sicuramente ne viene interpretata in maniera peculiare. Per essere precisi, però, è molto probabile che lo scriverebbe <<Wing Tzun>>, dato che non è il Wing Chun tradizionale e nemmeno il Wing Tsun di Leung Ting. Quest’ultimo è addirittura un marchio registrato, per cui differenziarsi è d’obbligo. A mio avviso la differenza non è così determinante, almeno nella tecnica. I due stili sono praticamente identici e differiscono sostanzialmente per due aspetti: uno è il programma, che viene insegnato in maniera diversa per quanto riguarda sparring e sezioni di Chi Sao, l’altro è sicuramente il fatto che l’EBMAS porti al proprio interno sempre e comunque qualcosa del grande carisma del suo fondatore. E poi c’è il combattimento a terra, che sembra essere stato inserito in un sistema di Wing Chun per la prima volta da Boztepe. Quest’ultimo, inoltre, annovera nel proprio programma il bastone corto dell’Escrima di Rene Latosa.

Se poi scrivete <<Ving Tsun>>, è molto probabile che gli esperti pensino che state intendendo quelle scuole che si vogliono legate “intimamente” ad Ip Man e ai suoi figli e che preferiscono questo termine al più generico <<Wing Chun>> per differenziarsi da chi invece è più indipendente.

In Italia abbiamo un esempio del genere nella EVTF del maestro Sergio Vommaro, che Kung Fu Life ha avuto il piacere di conoscere e vedere in azione all’ultimo Festival dell’Oriente di Massa Carrara. La sua abilità, devo dire, ci ha particolarmente colpito.

iadarola Il Wing Tjun più “antico”: Sifu Sergio Iadarola.

Cambiamo ancora qualche lettera e abbiamo il <<Wing Tjun>> del maestro Sergio Iadarola. Egli, come ha affermato proprio ai microfoni di Kung Fu Life, avrebbe recuperato il più antico e autentico sistema di Wing Chun direttamente dalla discendenza che poi portò ad Ip Man.

C’è da dire, quindi, che alla fine tutti quanti, a parte i lineages legati a Leung Ting, affermano di essere gli unici autentici eredi “unicogeneti” dello stile.

Un altro mostro sacro del Wing Chun è il maestro Gutierrez, che dopo aver studiato il Wing Tsun con Kernspecht ha fondato il proprio <<Wing Revolution>>. Il nome dice tutto: il sistema è abbastanza rivoluzionato sulla base di alcune intuizioni molto interessanti del suo fondatore.

gutierrez Sifu Gutierrez : Wing Revolution.

Poi c’è il <<Weng Chun>>: dato che le lettere della parola <<Chun>> erano finite bisognava scomodare e cambiare qualcosa in quel <<Wing>>. In realtà sembra una roba abbastanza tradizionale, dato che si vuole direttamente legato a Shaolin senza nemmeno passare da Ip Man. I praticanti sono vestiti praticamente da monaci e nel programma si notano forme molto diverse da quelle del Wing Chun canonico.

Hoffman Il Weng Chun “shaolin” di Sifu Hoffman.

Ci sono molti movimenti basati sugli animali, e sappiamo che questo aspetto imitativo è tipico dei monaci del tempio. Anche il loro Chi Sao è diverso: si avvicina molto al Tui Shou del Taijiquan, con movimenti circolari e ampi. Il maestro di riferimento è Wai Yan, che ha formato insegnanti come Andreas Hoffman e Maria Grothe.

Giuseppe De Rosa Il maestro fondatore IMS Giuseppe De Rosa: Infinity Martial System.

Ci sono anche alcune espressioni italiane di questa evoluzione. Il maestro Giuseppe De Rosa ha da qualche anno fondato l’ Infinity Martial System o <<IMS>>, integrazione di Wing Chun, Wing Tzun EBMAS e Jeet Kune Do con gli sport da combattimento. Risultato? A mio avviso notevole, anche se il tutto ha naturalmente suscitato scalpore e scetticismo in un paese, come il nostro, dove la creatività deve sempre lasciare il posto all’obbedienza ai superiori.

Ancora: il maestro Enrico Mori ha fondato lo <<Jing Hua Quan>>, che di Wing Chun ha molto. Altre importanti fonti sono il Taijiquan e altri stili di Kung fu tradizionale studiati da Mori nella sua vasta esperienza marziale. Altro caso è inoltre il maestro Andrea Cheli che ha deciso, dopo aver studiato Wing Tzun EBMAS, di “mettersi in proprio” fondando il suo <<Wing Chun Club>>. Egli ha addirittura scritto al suo ormai ex Sifu Emin Boztepe una lettera di “dimissioni” dove spiega il suo bisogno di rendersi autonomo.

Eh già: ce n’è abbastanza. Probabilmente molto di più, senza andare a scomodare nemmeno il Jeet Kune Do o il Jun Fan Gung fu. Sono solo nomi? In realtà sono tra loro stili abbastanza diversi. Ma questo non è normale? Non è ovvio che ci siano differenze? In realtà questa è un’altra storia, ma sicuramente la nostra ci mostra che, se per caso l’abito non fa il monaco, spesso è il monaco a cucirsi l’abito. E, giustamente, su misura.

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4 Comments

  1. Vi siete dimenticati dell’Hek Ki Boen Eng Chun del mio Maestro!

  2. Pingback: Il Kung Fu e le sue storpiature - KungFuLife
  3. Cavolo tutto verissimo. Da una parte non importa se poi applicano i PRINCIPI perche le parti esterne ossia le forme possono pure discortarsi un poco ma i PRINCIPI devono essere sempre e solo quelli. Il punto e’ proprio quello ed e’ dolente poiche su internet vedo cose a dir poco mostruose per quanto riguarda i PRINCIPI. Credono di fare WCK ma fanno cose inventate di sana pianta una specie di Karate cinese . Mancano dei principi EMEI 12 Zhuang di cui e’ fondato assieme a White Crane . . Uno scempio insomma. Io segui Gianluca Cesana che deriva da Leung Ting e lui segue tutto cio’. Iadarola sul suo bellissimo libro pubblicitario, ha spiegato storicamente tutto. Percui non esistono dubbi ne storici ne applicativi. …. esistono solo persone diverse con sensibilita’ diverse se fanno e seguono i PRINCIPI pero’ non sbagliano e sono tutti uguali indipendentemente da cosa usano, fosse anche un ombrello.

  4. e del “Traditional Wing chun” del GM Cheung non c’era niente da dire?!!!

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