Vivere di Kung Fu – Capitolo 21 – Spiritualità

Continua come ogni venerdì la rubrica dedicata all’applicazione dei principi del Kung Fu alla vita quotidiana nell’intento di migliorarne gli aspetti principali.
Oggi parliamo di spiritualità.
La prima immagine che solitamente arriva alla mente, associata a questa parola è un’immagine legata alla religione. Invece spiritualità è da intendersi (almeno nell’ambito del Kung Fu) come ciò che identifica lo spirito, ossia la parte umana non dipendente dal corpo fisico.
Essere spirituale non significa affatto essere religiosi. Personalmente mi ritengo una persona decisamente spirituale e sono ateo.
Spirituale è una persona per la quale hanno importanza i valori dello spirito.
Lo spirito è da intendersi come l’essenza energetica che abita il corpo e che ne regola i movimenti, esterni ed interni.
Nel Kung Fu Tradizionale esiste la distinzione in stili (che personalmente ritengo inappropriata) che definisce gli stili interni e gli stili esterni. Dove con interni si vogliono identificare tutti quelli stili che puntano l’attenzione sulla gestione dell’energia, come ad esempio il Tai Ji Quan mentre gli stili esterni sono quelli che invece si concentrano sulle “movenze del corpo”, ne sono un esempio lo Shaolin, l’Hung gar, o il Tang Lang.
Ritengo sia importante sottolineare che anche gli stili interni eseguono delle tecniche col corpo e quindi hanno la loro componente esterna, così come gli stili esterni devono gestire l’energia in ogni tecnica e questo li rende anche interni. Proprio perchè la parte fisica è legata imprescindibilmente alla parte energetica, spirituale … spesso denominata come anima. Non possiamo separare il corpo dalla sua energia; quando questo accade il corpo cessa di vivere.

Nella società occidentale è molto forte, quasi predominante, la pragmaticità che tende a farci ritenere questi concetti delle teorie futili utili a coloro che sono sempre alla ricerca di qualcosa di vano. Tuttavia in modo più o meno evidente gli stessi concetti li ritroviamo nella medicina (occidentale ed orientale), nella fisica (classica e quantistica), nalla meditazione, nell’arte, nella letteratura e perfino nell’occidentalissimo filone dei corsi di marketing, accrescimento personale, pnl, etc.
Imparare a riconoscere e gestire la propria parte spirituale, ossia la propria energia, anima, interiorità o comunque la si voglia chiamare è il primo passo per comprendere che i principi del Kung Fu, (fondati su questi concetti) non solo si possono applicare alla vita quotidiana, ma possono costituire il trampolino di lancio verso una qualità di vita decisamente appagante.

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