Kung Pow. Kung Fu oltre la risata

kung powLa prima volta che ho visto il film del quale vi sto per parlare sono rimasto sbalordito, non tanto perche è probabilmente la pellicola più demenziale che io abbia mai visto, ma quanto per il fatto che qualcuno ha investito una bella quantità di soldi e tempo per girarlo.
Sto parlando di Kung pow, un film uscito nel 2002 e distribuito niente meno che dalla 20th Century Fox Home Entertainment.

kung powVi avviso, se volete cimentarvi nella sua visione dovete essere più appassionati di cinema trash che di Kung Fu. Probabilmente nelle intenzioni del regista (ma anche sceneggiatore e protagonista principale), Steve Oedekerk, il tutto doveva essere un omaggio/presa in giro dei film classici di arti marziali cinesi, ma nella pratica si è andati oltre.

La trama è un’archetipo narrativo, c’è l’eroe dalle origini misteriose che deve difendere il villaggio dal cattivo di turno. Niente di nuovo, ma non è questo il punto, il punto è che a Kung pow non serve davvero una trama. Si va avanti con scene più o meno divertenti e situazioni al limite del grottesco cercando di arrivare alla fine per chiudere il film in qualche modo.

Comunque non tutto in questa produzione è da buttare, per esempio è degno di nota il fatto che la maggior parte delle scene sia stata costruita rimontando un classico del cinema di arti marziali: I pugni del drago e della gru (1976). Il personaggio principale “the chosen one“, il prescelto, recita da solo e, con la tecnica del green screen, viene inserito digitalmente sugli spezzoni delle scene originali. Un lavoro così intensivo di editing fa capire quanto, anche nelle pellicole convenzionali, si possa stravolgere interamente un film con un abile lavoro di montaggio.

kung powUn’altra “perla” è il doppiaggio, volutamente fuori tempo e di lunghezza sfalsata rispetto al labiale dei personaggi, ideato per scimmiottare il dub impreciso delle prime pellicole di arti marziali cinesi distribuite per l’occidente. Ad un certo punto vengono doppiati anche due personaggi che non muovono la bocca spacciandoli per ventriloqui. Alla fine comunque si finisce per ridere, se si ha pazienza di non stoppare la visione del film, più per i dettagli che per le scene in se.

Voglio evitare spoiler e quindi non rivelo, per chi avrà la pazienza e la volontà di guardarlo, il finale, che esattamente come il film non ha senso.
L’oscar per la miglior recitazione va senza ombra di dubbio al cane (di nome cane) dell’eroe, non si capisce da dove viene, dove va e a cosa serve, ma buca lo schermo meglio del protagonista. Se avete del tempo da perdere e riuscite a sopportare le visione di un film trash Kung pow fa sicuramente per voi!

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