Insegnare ai bambini – Stretching

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Nei precedenti post sull’insegnamento ai bambini si è visto come approciarsi ad una lezione di arti marziali e come iniziare la lezione dalla fase più importante, cioè il riscaldamento.
In questa terza puntata affrontiamo il discorso dello stretching.
Potrebbe venire spontaneo chiedersi se sia davvero necessario per i bambini effettuare esercizi si allungamento, data la loro naturale maggiore elasticità.
Sicuramente un bambino di 8-9 anni parte notevolmente avvantaggiato per quanto concerne le proprietà elastiche già solo nei confronti di un ragazzo di 14-15 anni, ma guardando l’aspetto sia sportivo sia della salute lo stretching è altrettanto importante, come il riscaldamento, per evitare l’insorgere di traumi e infortuni e per migliorare il successivo allenamento.

Si possono utilizzare diversi tipi di stretching, quello che però viene maggiormente impiegato è quello che si chiama stretching passivo.
Questo tipo di lavoro prevede che le posizioni vengono assunte e mantenute attraverso una aiuto “esterno”, come ad esempio un compagno, o anche solo l’appoggio ad un’attrezzo da palestra, quale la spalliera.
Lo stretching passivo eseguito a coppie può essere un ottimo tipo di lavoro per i bambini: vengono assolte due funzioni importanti, quella dell’effettuare il cosiddetto allungamento e quella dell’apprendimento da parte di entrambi (sia il compagno che rimane passivo, sia quello che gli fa svolgere attivamente l’esercizio) di uno dei punti cardini menzionati nel post dell’approccio alla lezione, e cioè il controllo.
I bambini, infatti, non hanno il pieno controllo della propria forza, capacità che acquisiscono crescendo e migliorando la cognizione del proprio corpo.
Lavorando a coppie uno dei due, quello che riveste il ruolo attivo, deve imparare ad ascoltare il compagno e rispondere con movimenti delicati, sia per aumentare l’intensità dell’esercizio sia per diminuirla, mentre l’altro, quello che ha un ruolo passivo, deve imparare ad ascoltare il proprio corpo ma anche a superare poco per volta i propri limiti.

bimbi shaolin

Per quanto ad un adulto possa sembrare scontato, per i più piccoli non è così: la sensazione di dolore, per lieve che sia, scoraggia subito anzi può essere addirittura accompagnata dalla paura!
Sta all’allenatore trasmettere l’importanza di questi esercizi, la costanza nel praticarli….e qualche volta sminuire le lamentele dei più “sfaticati”.
Sta anche all’allenatore però, ad un bravo allenatore, capire quanto incitare l’allievo e quando sia il caso di fermarsi. I bambini sono più elastici e il loro corpo può adattarsi maggiormente a determinati sforzi, ma non sono dei piccoli adulti. Non bisogna arrivare al punto di emulare alcuni allenamenti che si possono vedere su youtube, nei quali a mio parere viene completamente a mancare il rispetto per l’atleta…
La pratica del Kung Fu o di una qualsiasi arte marziale (o di qualsiasi sport, in realtà) deve diventare una passione per chi inizia a praticarlo in tenera età, e una passione non si trasmette con la forza.

Premesso, quindi, che ogni esercizio va eseguito a piccoli passi, aumentando gradualmente l’intensità e lavorando sempre con piccoli molleggi o in posizione fissa, ecco alcuni esempi di stretching da far fare a coppie oppure singolarmente.

– Tutti i due i compagni si siedono a gambe distese, uno di fronte all’altro coi i piedi a contatto e cercano di prendersi per mano, lavorando sulla parte inferiore del corpo.
Analogamente con una gamba sola distesa.

– Oppure, lavorando in tre, un bambino si sdraia a terra con la schiena ben appoggiata e le gambe distese, un primo compagno si siede su una delle due gambe per tenerla a terra e il secondo solleva l’altra, avendo cura di non far piegare il ginocchio al compagno disteso, per portarla idealmente a scendere sulla sua spalla.
Lo stesso lavoro si può effettuare lavorando su un fianco, il bambino che subisce passivamente l’allungamento si gira di lato e il compagno gli fa effettuare un’alzata laterale.

– Un altro esercizio a gruppi di due o tre consiste nel posizionarsi seduti a terra a gambe divaricate, portando i piedi a contatto con i compagni in modo da formare una “stella”; prendendosi le mani bisogna tirare ognuno verso il centro, oppure lateralmente su una gamba e poi sull’altra.

Qualche esercizio di stretching attivo?

– I bambini si mettono uno di fronte all’altro, uno in mabu tiene le braccia distese con i pugni chiusi e separati tra loro, l’altro disegna idealmente un 8 passando con la gamba distesa intorno ai pugni del compagno, cercando di non toccare i pugni col piede e di non appoggiare il piede a terra tra una ripetizione e l’altra.

– Per la parte superiore del corpo si può utilizzare l’esercizio in cu i bambini si appoggiano a braccia distese e col busto piegato in avanti alle spalle del compagno e al comando del maestro si staccano cercando di mantenere la posizione piegata a braccia tese il più possibile.

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