Il tibiale anteriore. Il muscolo meno allenato al mondo

tibiale anterioreGuardatevi la punta del piede? Tiratela verso di voi. Quella piccola nerboruta fascia muscolare che spunta al fianco della tibia si chiama per l’appunto tibiale anteriore.
Chi pratica Sanda a contatto pieno forse non conosceva il nome, ma sicuramente sa di gioie e dolori del colpire a tibia libera…
Mah sì dai diciamolo con serenità: nessuno lo allena. Eppure per noi kungfuisti e marzialisti è un muscolo importante perché contribuisce molto alla stabilità. Pensiamo a qualsiasi forma di Tradizionale o di Wushu, ma anche all’equilibrio che dà al praticante di Wing Chun, per non parlare, molto più in generale, della corsa.

tibiale anterioreMi sono accorto dell’esistenza di questo muscolo solamente quest’anno, quando, per tre mesi, fra gesso e gonfiore non ho potuto appoggiare il piede (frattura scomposta del malleolo tibiale ndr), il polpaccio era una sottile carta velina avvolta da molta pelle cadente e il tibiale? Mi sono accorto più che della sua esistenza della sua inesistenza, perdonate il gioco di parole.
Il lungo e doloroso recupero articolare comportava anche una necessaria ipertrofia dei muscoli che dovevano tornare ad essere simmetrici per dimensioni, ma soprattutto forza, alla gamba sana, anzi alla gamba supersana poiché sovrallenata, dato che per molto tempo reggeva il peso che l’altra non poteva sostenere.
Quindi via di esercizi: prima con fasce elastiche molto morbide, poi sempre un po’ più dure, per poi passare ad elastici di uno spessore notevole e infine arrivare ai pesi.

tibiale anteriore esercizioPer la verità il movimento che coinvolge il muscolo è sempre lo stesso, quindi se siete più interessati alla definizione e alla forza resistente – come credo la maggior parte dei lettori di Kung Fu Life (eccetto per quelli che combattono nel Sanda a contatto pieno dove avere un po’ più di spessore muscolare aiuta e “fascia” la tibia durante il colpo) potete attaccare il vostro simpatico elastico alla prima cosa solida che vi viene in mente (una gamba del tavolo o se siete in palestra a qualsiasi struttura metallica di una macchina) per poi posizionarne l’altra estremità poco al di sotto delle dita dei piedi e darci dentro…

ESECUZIONE

Procuratevi uno step solido. Sono banditi quelli col ripiano di plastica sottile: per ben che vada ci ballerete molto, mentre, se vi andrà male, lo sfonderete con il vostro peso (non è un offesa alle lettrici sia chiaro, ma mi riferisco a quei simpatici ragazzoni di 85 leggiadri Kg, come il sottoscritto).
Ora trovate un kettlebell leggero, (4 kg è un discreto punto di partenza) calzatelo (stile staffa della sella da cavallo) in modo che fuoriesca dallo step e rimanga sospeso in aria. Fate in modo che non abbia troppo gioco ed aiutatevi alzando leggermente le dita dei piedi per non perderlo durante l’esercizio.
Ed ora tiriamolo sù velocemente e discendiamo lentamente, preferibilmente in tre/cinque secondi per lavorare anche nella fase eccentrica del movimento.
15 ripetizioni per tre serie sono un buon inizio, poi diminuite le ripetizioni e portate le serie fino a 4/5 se volete risultati più immediati.
Alla fine della terza o quarta serie fate stretching. Come? semplicemente sedendovi sul vostro tallone dopo aver completamente disteso il vostro piede. Non è nient’altro che la posizione iniziale del saluto da inginocchiati del Judo: lo zarei.

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