Il maestro di Kung Fu e il bivio d´identità

maestro di kung fuC´era una volta un maestro di Kung Fu molto appassionato della disciplina che insegnava. Praticava da molto tempo, da quando era ragazzo, e anche se l´insegnamento delle arti marziali non era il suo lavoro “ufficiale”, perché non gli consentiva di guadagnarsi da vivere, occupava comunque uno spazio molto ampio nelle sue giornate al punto da richiedergli un notevole dispendio di energie.
Il maestro godeva di una buona reputazione nell’ambiente del Kung Fu nazionale e non nascondeva l´orgoglio che tale fama gli procurava, specie nelle occasioni “di gala”, quali competizioni, stage, seminari ed in qualunque altra situazione che gli regalasse un pubblico.

age of wushuUn giorno, un giovane ragazzo entrò nella palestra dove il maestro svolgeva le lezioni chiedendo di poter effettuare una lezione di prova per poi eventualmente iscriversi al corso. L´insegnante felice acconsentí; era sempre lieto di accogliere potenziali allievi: più studenti significava maggior fama per la sua scuola e per lui. Questo ragazzo non era del tutto acerbo dell´arte: non ancora ventenne si era trasferito per motivi di studio dalla sua città natale nella quale aveva praticato Kung Fu per un paio d´anni.
Il maestro era intenzionato a mostrare al nuovo arrivato la validità del suo stile e lo avrebbe fatto con una lezione decisamente impegnativa, avrebbe fatto sudare alla sua classe “7 kimoni”, d´altronde era una sfida a distanza col precedente maestro del giovane: maggiori difficoltà quest´ultimo avrebbe incontrato e più trasparente sarebbe stata la superiorità del nuovo insegnante rispetto al vecchio.

sanda foto kung fu lifeIn pochi istanti nella sua mente si materializzó l´immagine della lezione. Riscaldamento decisamente fisico, potenziamento muscolare, allenamento delle posizioni di base e per finire una bella sessione di sanda con tanto di guantoni, paratibia e riprese di combattimento libero. In quest´ultima fase sarebbe subentrato nell’allenamento per mostrare al ragazzo l´efficacia delle sue tecniche. Anche se il nuovo allievo fosse stato tecnicamente dotato sarebbe sicuramente arrivato allo scontro finale più affaticato di lui, infatti il maestro di Kung Fu non prende parte al lavoro fisico degli allievi… lo dirige.
Un piano ben congegnato, che peró aveva in serbo delle sorprese…

sanda kung fu lifeIl giovane ragazzo non si mostró solo tecnicamente dotato, ma ricco di talento. Superó indenne la fase di riscaldamento e di potenziamento muscolare, mantenne le posizioni di base piú a lungo del resto della classe mostrando un ottimo stato di forma ed una tecnica superiore alla media del corso e risolse le riprese di sanda con gli altri allievi con una fluidità tale da risultare sintomo di supremazia dichiarata.
Imporvvisamente il maestro di Kung Fu si ritrovó davanti ad un bivio: subentrare nella lezione con una sessione di sparring col giovane rischiando di essere messo in difficoltà davanti a tutti i suoi studenti o mantenere il ruolo dell’osservatore imperturbabile magari dispensando un paio di consigli al ragazzo in modo da lasciar intendere che volendo avrebbe potuto ridimensionare la superiorità espressa?

orologi dalìLa domanda echeggiò nella mente del maestro di Kung Fu che godeva di fama nazionale come il frastuono di un albero che cade in una foresta deserta… si sente o no? (Voi che avreste deciso?)
Il maestro di Kung Fu trovó la soluzione perfetta: guardando l´orologio fisso sul muro, quello stesso oroglogio che poco tempo prima aveva scandito i minuti di fatica interminabile per gli allievi, ma non per il ragazzo, notó che poteva dichiarare terminata la lezione e cosí fece. Dopo il saluto finale gli studenti si avviarono allo spogliatoio e il maestro rimase a colloquio privato col potenziale nuovo iscritto. Gli fece i complimenti per l´abilità mostrata ma gli spiegó che per accettarlo come allievo era necessario che il ragazzo svuotasse la sua tazza per riempirla con il Kung Fu che il maestro avrebbe potuto insegnargli. Era uno stile diverso da quello che aveva appreso nella sua città natale, di conseguenza avrebbe dovuto ripartire da zero, ma sicuramente, grazie all´evidente talento, in poco tempo sarebbe diventato piú forte di quanto non sarebbe mai stato col vecchio insegnante, che comunque andava ringraziato per il lavoro fatto nei due anni precedenti. Dipinse uno scenario fatto di gare vinte e di una carriera marziale in esponente ascesa, era sufficiente che il ragazzo con impegno ed umiltà si dedicasse allo studio del nuovo stile.
Uscendo dalla palestra il ragazzo pensó che un altro al posto suo ci sarebbe cascato.

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