Difesa personale. Puntati da Genny Savastano

difesa personale genny savastanoPurtroppo non si tratta di contabilitá, evasioni fiscali e commercialisti. Beh, "purtroppo" si fa per dire: dove ci sono evasioni e soldi ci sono ladri e delinquenti. Ma di personcine "a modo", state sicuri, ce ne sono parecchie anche nei regolamenti di conti che abbiamo imparato a conoscere attraverso film e fiction sulla mafia e la camorra. A qualcuno è tristemente successo di non aver dovuto aspettare i vari Tano Cariddi o Genny Savastano de La piovra o Gomorra, dato che esistono gli sfortunati che ci sono capitati dentro fino al collo. Ma anche qui, "sfortunati" si fa spesso per dire: se sei finito dentro un regolamento di conti da malavita piú o meno organizzata magari dovresti farti due domande su che tipo di compagnie frequenti.

Veniamo però a noi: regolamento di conti e difesa personale. La domanda quindi suona pressappoco così: davanti ad una "spedizione punitiva" che mi vede come bersaglio di un gruppetto di quattro, cinque o sei uomini timorati di Dio, posso sperare di usare una qualche strategia marziale per una efficace difesa personale? Sono certo che molti di voi lettori, a questo punto, avranno pensato qualcosa del genere: <<Eeeeeeeh, di fronte a quel genere di persone che pretendi di fare? Siamo mica nel mondo del cinema e di Karate Kid! Quella è gente cattiva, organizzata e molto pericolosa. Non c’è molto da fare se non arrendersi e obbedire>>. Oppure: <<Ma che vai in palestra a studiare arti marziali? Prenditi il porto d’armi e se ti mettono spalle al muro tira fuori la pistola e spara>>.

La mia opinione è &quotMni". Si: perché è vero che si avrebbe a che fare con gente molto difficile da gestire, dal cui incontro-scontro non si uscirebbe quasi sicuramente illesi, ma anzi ben provati. No: perché questa non è una buona ragione per non vendere cara la pelle e ottimizzare al massimo le risorse che si hanno. Se una di queste è la conoscenza di anni di studio di discipline come Jeet Kune Do, Wing Chun, Krav Maga, IMS, etc. allora sarebbe proprio il momento di metterle in pratica.

le iene scenaSi dirà: <<Ma no, arrenditi che ti fai meno danni!>> È vero. Ma solo se l´eventualità di arrendersi è ancora compatibile con la salute o addirittura la vita. In quel caso è naturale che il buon senso ci suggerisca la resa. Saremmo infatti nella stessa situazione del criminale che ci punta contro un coltello e ci chiede soldi o oggetti preziosi: se avesse voluto ucciderti l´avrebbe prima fatto e poi si sarebbe preso i tuoi averi, mentre visto che te li chiede è molto probabile che una volta che glieli dai se ne vada soddisfatto. Traslando tutto sul nostro regolamento di conti, questo genere di situazione equivale alla classica minaccia che nei film suona tipo <<Ehi, il capo ha detto che ti dà altri dieci giorni per dargli quel che gli spetta, dopodiché saranno fatti tuoi>>. Se poi uno riesce effettivamente a togliersi dai pasticci dando loro quel che vogliono, forse conviene arrendersi.

savianoMa ancora una volta è "forse". Se "quel che gli spetta" è tua moglie o tua figlia, magari ne parliamo. Purtroppo, però, i "regolamenti di conti" non sono tanto delle minacce, quanto più delle vere e proprie retate in cui si va per dare un mucchio di botte al malcapitato. Siamo arrivati, insomma, al termine di quei dieci giorni e il capo non è soddisfatto. Oppure, trattandosi magari di qualche compagnia poco affidabile ma non di criminalità organizzata, si tratta di vendette per offese fatte tra "maschi alpha". Roba del tipo <<Quel tipo ha guardato la mia ragazza: punìtelo in modo che si ricordi chi sono io>>. Tipico "marcare il territorio" del capobranco che ribadisce di chi sia il diritto di accoppiarsi.

In casi del genere, purtroppo, la negoziazione non serve a niente perché lo scopo della gang è quello di farti male e a volte tu magari nemmeno c’entri granché. Nel senso che sei un tipo a posto, tranquillo, che frequenta persone tranquille, ma che un in un assolato pomeriggio di maggio ha incontrato una splendida ragazza che ti ha fatto gli occhi dolci. La ragazza del maschio alpha, ovviamente.

kill bill personaggiEcco, in quel caso, se siete esperti di un´arte marziale o uno sport da combattimento, vendete cara la pelle. E al diavolo il cinismo di chi vi direbbe <<Ma smettila, cosa vuoi fare? Tu contro tre o quattro persone, ti vuoi mettere a fare la tigre, la gru e la mantide?>>. Di solito chi vi dice qualcosa del genere lo fa perché in cuor suo sa benissimo che uno stile troppo tradizionale e basato sul combattimento stile "applichiamo le forme" o sull´energia interna è assolutamente inefficace in una situazione del genere. Solo che non sopporta il fatto che possa esistere qualcuno che si è allenato meglio di lui per gestire tali contesti e quindi piuttosto decide che non è la sua arte a non essere efficace, ma è la situazione che è senza speranza. Qualsiasi arte marziale sarebbe inutile, e quindi non c’è molto da biasimare nemmeno la sua.

barcellonaE cosa ci alleniamo a fare? Per essere cinici, perché "ci piace"? Ma insomma, abbiamo capito di cosa stiamo parlando? Di gente che prende schiaffi, suda e sanguina per diverse sere alla settimana, per fare una cosa che non serve a niente? Sarebbe come se la Juventus, adesso che è splendidamente arrivata in finale di Champions League contro il Barcellona, poco prima del fischio d’inizio, sul campo, prendesse la via degli spogliatoi dicendo <<Va beh, ragazzi, è stato bello, ma siete decisamente fuori dalla nostra portata. Messi, Neymar… no no, ve la diamo vinta, che giochiamo a fare?>>. E invece no: che il cielo sia bianconero sopra Berlino, e che capitan Buffon & co. facciano sudare mille camicie alla "gang del Barça".

6 pensieri riguardo “Difesa personale. Puntati da Genny Savastano

  • 21 maggio 2015 in 23:36
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    Esatto alex,hai centrato una cosa importantissima. Oggi si vedono Maestri che pur di “vendere” il corso dell ultima ora si cimentano in contesti mai provati(e parlo della difesa) . Io penso che un istruttore di qualunque stile tradizionale,all interno del suo corso possa insegnare(anzi sarebbe molto marziale 😉 ) i principi studiati nelle forme in contesti applicativi/combattimento per donare completezza!!! E sono d accordo che non puoi passare una vita in mabu e non applicare cio che studi !!! Io penso che le arti tradizionali e sport da combattimento come anche altri sistemi da “strada” non sono mezzi che danno sicurezza a… proprio perchè dipende chi insegna! Dico un ultima cosa,che molti maestri di stili tradizionali dovrebbero applicare di più e far combattere i propri allievi con i principi stilistici del sistema,solo così le arti tradizionali verranno viste in modo diverso !!!! Bisogna analizzare,(parere mio) poichè vi sono tecniche inapplicabili in alcuni contesti,codeste tecniche andrebbero inserite nel repertorio “non utili al combattimento” . Penso che bisogna partire da questo ,mi auguro che le arti tradizionali non vengano denigrate nell applicabilitá e combattimento,senza nulla incontrario agli sport da combat. , ma le arti tradizionali non dovrebbero essere viste come discipline “coreografiche” e che per applicare e combattere si vada a fare boxe,muay,kick,mma etc. 🙂 spero in altri riscontri costruttivi.

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  • 16 maggio 2015 in 17:01
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    Ciao Luca. hai detto delle verità importantissime: non si potrà mai replicare la realtà, le variabili, non danneggiare un allievo (sarebbe inutile), la persona, o meglio chi pratica pone l’accento sul suo operato. Sono perfettamente in linea con te. Solo che sembra un cane che si morde la coda. Il mio pensiero va contro chi cerca di mescolare capra e cavoli: nel senso che per un motivo o per l’altro si vogliono per forza sottolineare gli aspetti di chi è il migliore: i tradizionalisti (scusa se uso termini impropri) vogliono per forza mettersi in gioco, come dire, anche noi facciamo difesa …e chi fa difesa vuole (a volte o spesso) screditare gratuitamente il tradizionale. Quello che intendo dire è A OGNUNO IL SUO senza per forza mettere becco in settori che non sono i propri. Ci sono dei Maestri grandissimi , bravissimi, nei loro settori tradizionali….che per non sentirsi inferiori (sia chiaro non faccio di tutta l’erba un fascio) devono pubblicare video, fare stage di difesa, o semplici lezioni sulle aggressioni che al solo guardarli mi ricrescono i capelli (sono calvo ;-). Ma cacchio, perchè dovete vendere una cosa che non vi appartiene? Detto questo vorrei sottolineare che non dico che chi fa muay thai è meglio di chi fa tang lang, loro li metto allo stesso livello perchè uno sport da combattimento è ancora diverso dalla difesa. Si certo so come colpire con un bel calcio, o un bel diretto ….ma la strada è ancora diversa. E concludo col dire che hai ragione, la passione e la serietà prima di tutto. Basta non avere, come dici tu, la verità in tasca del tipo io cammino sicuro per strada perchè picchio tutti o mi difendo ,perchè non è così semplice. Diciamo che sicuramente chi allena per una vita mapù, pugni tirati a braccia tese, ecc….. sarà meno portato rispetto a chi tira calci o pugni (mamma mia che zarro mentre scrivo ;-)) contro un avversario se pur con protezioni, no? Hai, nuovamente, ragione col dire che i Maestri tradizionali (alcuni) non hanno nulla da invidiare in termini di serietà e professionalità, ma e concludo , devono (anzi dobbiamo…studio tradizionale) rimanere nel proprio settore di competenza, perchè c’è sempre il rischio di trovare un allievo che pratica tai chi e ha la presunzione di spostarti col peso del corpo usando l’energia ecc…il tutto pensando che l’altro non sferri un uno/due da ko. Sperando che si lavori con porofessionalità e specializzazione Vi auguro a tutti una buona serata……e scusate se sono ripetitivo, ma l’italiano non è il mio forte 😉

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  • 16 maggio 2015 in 11:27
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    Ciao a tutti,vorre porre anche il mio giudizio,senza andare contro nessun ideale o peñsiero,ma semplicemente esporre la mia idea nella completa condivisione. Leggo molto spesso e voltieri del tradizionale non fa,non è,non serve etc etc. Rimango dell’idea che in mezzo alla strada nulla è certo,neanche il praticante che si allena nelle mma/muay o altri sport da ring e introduco anche krav maga/jkd etc etc. ci sono variabili e situazioni che neanche in palestra si possono allenare è proprio un contesto differente. Sono d accordo che un corso di difesa guarda molti aspetti,quali il verbale,gestuale e quant altro,ma non capisco il continuo abbassare lo status del tradizionale. Perchè io parto da un presupposto,bisogna capire che è l uomo e praticante che fa la differenza e non lo stile che pratica. Ci sono professionisti nelle arti tradiz. e pessimi praticanti , idem in altri sport e discipline marziali. Fare jkd non è certezza di efficacia o qualunque altro stile. Ci sono scuole che provano le tecniche o meglio i principi tradizionali in un contesto non collaborativo anche,ma ci si sofferma su cio che il web e esperienze superficiali ci dicono. le arti tradizionali non hanno l unico scopo di menar le mani,un praticante che ne studia i concetti puri con il maestro giusto,si cimenta in diversi temi,poichè sono percorsi fatti per strutturare e migliorare l essere umano e la propria vita. in conclusione,sfatiamo questo mistero del tradizionale No e il moderno Si,perchè non bisogna fare di tutta l erba un fascio,so di scuole(e non cito la mia) che applicano le tecniche marziali sia in modo collaborativo che non… e com tutte le protezioni del caso,dal modo intenso a quello più blando,poichè un arte marziale tradizionale per esser reputata tale deve applicare cio che si studia in un contesto forme/fondamentali etc in contesti liberi e applicativi. Ma questo accade,bisogna aprire gli occhi,e capire che le arti tradizionali non hanno dulla da invidiare al resto. ognuno ha le sue peculiaritá e obbiettivi,è inutile soffermarsi a notizie sul web o di scuole e maestri che non fanno e non dicono,ci sono molti maestri e ce chi lavora bene con passione e professionalitá. mi sono soffermato su questo punto perchè ne sento di ogni. Ad ogni modo nessuno e ripeto NESSUNO in palestra riuscirá mai a rappresentare in una lezione un contesto di difesa “reale” ,troppe varianti/troppi limiti per tutelare la salute degli allievi. Meglio praticare con passione e serietá. 🙂 spero di non aver “attaccato” nessuno ma leggo sempre le stesse tematiche(non su kung fu life) . Grazie dell attenzione.

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  • 16 maggio 2015 in 10:28
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    Ciao a tutti. Ma scusa Leonardo in che senso a prescindere dall’arte praticata. Un allenamento in contesti tipici dell’aggressione aiuta / allena a gestire sangue freddo, ira, ecc….CERTO NON RISOLVE ma aiuta. Si deve cercare di far passare il messaggio che un priincipio (come dici tu) è giusto, ma poi quel principio deve essere allenato in un contesto di difesa personale…….per farti un esempio: non chiedo il singolo braccio per applicare una leva o una rottura…ma chiedo allo sparring….attaccami e io risponderò cercando di applicare il principio. Noteresti che cambiano molte cose. E concludo dicendo che il giorno in cui vedro’ un maestro che ha solo studiato tradizionale tutta la vita (e sottolineo solo tradizionale) difendersi da un lottatore da strada o da un fighting di mma (cmq sport estremi di kombat)…….bè sarò il primo a chiederti scusa per tutte le baggianate che ho detto. Sai il mondo marziale è pieno di allievi che elevano il proprio maestro a distruttore delle galassie…..il mio maestro dice, ha fatto, se vuole, ecc……ma di concreto chi pratica tradizionale non mostra mai nulla in contesti di difesa se non forme, applicazioni , ecc… Io in 20 anni di pratica non ne ho mai visto uno….e credimi ne ho visti tanti. Cmq sto divagando. Tornando all’articolo: lo stile tradizionale (a 360°) non ha nulla a che vedere con la difesa personale….e dico nulla. P.S.: io pratico tradizionale e non difesa, questo sia chiaro

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  • 16 maggio 2015 in 09:55
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    Ciao Leonardo,
    il post è molto chiaro: non si tratta di buttarsi a capofitto perchè si sta parlando di una situazione in cui la negoziazione non è contemplata e non per scelta nostra, ma per scelta degli aggressori. Di fronte alla situazione esaminata, infatti, si potrebbe anche decidere di concedere i propri favori sessuali che la gang degli aggressori porterebbe a prescindere a compimento il suo compito: quello di pestarti. Quindi la tua prima osservazione è decisamente fuori tema, perchè non parla della situazione esaminata, ma di un’ altra: quella in cui chi aggredisce chiede qualcosa. Qui, chi aggredisce non sta chiedendo: è venuto solo per ledere.

    Secondariamente: sugli stili tradizionali è questione di opinione. Come tu hai la tua, ognuno ha la sua, il post veicola la mia. Che non dice che gli stili tradizionali non allenano i principi, ma che lo fanno in maniera loro peculiare e a mio avviso del tutto inappropriata per gestire situazioni del genere.

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  • 16 maggio 2015 in 09:43
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    Non mi è ben chiaro il concetto: stiamo dicendo di buttarci a capo fitto in una situazione disperata, di fronte a 3/4 bruti, senza vagliare idee di fuga o qualche strategia alternativa alla lotta (del tipo vi do tutti i soldi che ho è corro nudo per strada se non mo legnate) a prescindere dal livello di pratica della vittima?
    E poi ” Di solito chi vi dice qualcosa del genere lo fa perché in cuor suo sa benissimo che uno stile troppo tradizionale e basato sul combattimento stile “applichiamo le forme” o sull´energia interna è assolutamente inefficace “: non l ho capito questo passaggio. Perché uno stile tradizionale non dovrebbe essere efficace? Allenarsi in uno stile tradizionale mica equivale a non studiare principi, applicazioni, leve o a provarle con i compagni. Vero è che un una situazione come quella descritta concorrono anche altri fattori, tipo il sangue freddo o l ambiente in cui si finisce. Ma questo vale a prescindere dall arte praticata.

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