Arti marziali cinesi. Se ne parli la devi pensare come me

arti marziali cinesi libertàAll´inizio, devo essere sincero, mi indispettivano un po´, adesso mi fanno sorridere e mi confermano che il mondo delle A.M.C., le arti marziali cinesi, è un mondo strano, ricco di contraddizioni e di bugie. Fortunatamente è anche un mondo d´arte e di artisti, di menti aperte e spiriti liberi.
Mi fanno sorridere quelle frasi dette per affermare cosa si puó/deve e cosa invece non si puó/deve dire/fare quando si parla (o scrive) appunto di arti marziali cinesi.
Superflua, scontata, ma doverosa la precisazione che chi pronuncia/scrive le suddette frasi spesso (non sempre) sostiene anche le motivazioni, che si riducono alle seguenti due:
1. cosí è stato insegnato dai miei "originali" maestri cinesi;
2. chi non rispetta i suddetti dettami fornisce informazioni sbagliate o incoerenti.
Ho voglia di analizzarle entrambe…

Cosí mi ha insegnato il "mio" maestro cinese

shifu kung fu pandaIl punto importante qui è che il maestro sia cinese, perchè il Kung Fu è cinese e se lo è anche il maestro allora l’opinione acquisisce forza. Che i maestri cinesi comprendano il Kung Fu meglio della maggior parte di quelli italiani è una cosa di cui sono convinto, spesso ho il dubbio che gli allievi italiani non riescano a comprendere totalmente il Kung Fu dei loro maestri cinesi. Tuttavia, dando per scontato la bontà degli insegnanti con gli occhi a mandorla, non bisogna dimenticare che le arti marziali cinesi sono costellate di stili, l’uno dall’altro differente in diversi aspetti; assumere come verità universale la dottrina di uno o di pochi insegnanti significa automaticamente escludere il resto del mondo nella presunzione che la realtà sia una e una soltanto.
L’ossimoro è servito quando la frase <<Cosí mi ha insegnato il mio maestro cinese>> è detta da chi fa professa la filosofia dell´"essere acqua", propria di quel Bruce Lee che le arti marziali cinesi le ha stravolte andando contro i sacri dettami tradizionali. Si crede che il rigido sia morto e il morbido vivo salvo poi fossilizzarsi sul proprio punto di vista…

motto arti marzialiPersonalmente ritengo che il Kung Fu sia l’artistica espressione della ricerca continua e per cercare è necessario allargare gli orizzonti, altrimenti si resta fermi a fissare il solito punto convinti che sia l’unica cosa da vedere, si osserva il dito di chi indica il cielo.
Quindi… sei certo che il tuo Kung Fu sia l’unico possibile, il solo "vero" Kung Fu? E se si… complimenti! Sei riuscito in meno di una sola vita ad apprendere ciò che non basta più di una vita per capire davvero.

Bisogna dare informazioni coerenti

dubbiNon ci sono dubbi. Le informazioni è meglio siano coerenti. Ma la domanda è: <<Coerenti a cosa?>>.
Se vado ad imparare la stessa forma da due insegnanti diversi è probabile che imparerò due forme quasi identiche al netto di alcuni particolari differenti. Le differenze hanno permesso l’evoluzione delle arti marziali cinesi, hanno consentito la nascita degli stili, ossia la ricchezza che fa del Kung Fu un mondo d´arte e di artisti, di menti aperte e spiriti liberi. Se non ci fossero state le personalità alla Bruce Lee o alla Steve Jobs, innovatori intuitivi ed illimitati nei punti di vista, oggi non avremmo il Jeet Kune Do e l´iPhone e vivremmo in un mondo molto meno stimolante. Bob Dylan diceva che ciò che non è impegnato a nascere è impegnato a morire e chi è convinto che il diverso sia sbagliato non è certo impegnato a nascere.

mascheraAll’inizio mi indispettivano, adesso mi fanno sorridere, perchè quelle frasi dette per affermare cosa si puó/deve e cosa invece non si puó/deve dire/fare quando si parla di arti marziali cinesi quasi sempre sono proferite da chi non ha capito praticamente nulla di ciò che sta contestando. Colui che afferma che la sua opinione è quella corretta e gli altri farebbero bene ad adeguarsi per non correre il rischio di sbagliare è una contraddizione in termini.
Poi mi viene in mente che chi spende tanta energia per affermarsi come unica verità delle arti marziali cinesi probabilmente teme le differenze o la concorrenza e allora non mi indispettisco e non sorrido, semplicemente smetto di pensarci.

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