Vivere di Kung Fu – esercizi #2 – visione periferica

visione periferica
Proseguiamo venerdì dopo venerdì il cammino attraverso l’ultima sezione della rubrica Vivere di Kung Fu, nella quale vediamo come rapportare i principi del Kung Fu alla vita quotidiana, allo scopo di migliorarne alcuni aspetti.
Oggi parliamo di visione periferica.
La visione periferica è la capacità di vedere ai limiti del campo visivo, semplicisticamente diciamo nelle “zone laterali” dello spazio visivo. La visione periferica gioca un ruolo rilevante nella gestione dell’equilibrio e nell’ambito del Kung Fu è importante sia nell’esecuzione delle forme, sia nel combattimento sportivo, sanda o semi sanda, che sia. Interessante notare il paradosso per cui in contesto di competizione, dove diventa fondamentale la gestione dello spazio, il campo visivo tende a restringersi, a causa dell’aumento del grado di attenzione.
Anche nella vita quotidiana il campo visivo e la visione periferica assumono una certa importanza. Al di là dell’intuibile contributo che si può avere dalla “propria” visione periferica in una situazione di pericolo, in questo post ci concentriamo sull’utilità nelle situazioni quotidiane, andando a focalizzarci su un aspetto che solitamente non si considera, ma che invece influenza di molto lo stato emozionale e di conseguenza la salute.
Passo quindi all’esercizio di oggi. Lo scopo è notare, in senso non solo di osservare, ma proprio di percepire il flusso di energia derivante dalle persone che ci stanno attorno, al quale siamo sottoposti in ogni momento della giornata, per imparare a gestirlo a proprio vantaggio.
Qui entra in gioco la visione periferica: dobbiamo “allargarla”, dobbiamo ampliare il campo visivo. In due direzioni. La prima focalizzandoci sul modo di parlare delle persone con cui dialoghiamo e la seconda prestando maggiore attenzione alle persone che sono fisicamente vicine a noi.
L’esercizio consiste semplicemente nel verificare la negatività o positività espressa dalle persone con le quali siamo a contatto. Pertanto quando parliamo con qualcuno proviamo a prestare attenzione allo stile delle sue parole.
Classica frase che si dice mille volte al giorno ma la cui risposta non è quasi mai davvero ascoltata: “come stai?” … Proviamo a notare se la persona risponde con un vivace “tutto bene! e tu?”, un dismesso “abbastanza”, un rassegnato “ma si, dai … che la facciamo andare”, un tragico “guarda … lascia stare”, un rassegnato “eh! purtoppo non troppo bene”, o se veniamo immediatamente investiti da una cascata di eventi catastrofici che spiegano il perchè la persona non puoò stare bene. Oppure quando qualcuno ci racconta qualcosa prestiamo attenzione agli accenti: si esprime evidenziando il positivo o il negativo, mette in risalto il guadagno o la spesa (non economici, ma emozionali), tende a farsi compatire o esprime soddisfazione.
In definitiva, quando parliamo con qualcuno, ci trasmette energia positiva o negativa? Fatto ciò espandiamo la visione periferica nella seconda direzione e proviamo ad fare l’esercizio anche quando sentiamo altri vicino a noi che dialogano. Si scambiano positività o negatività?

Per quanto mi ricguarda sperimentare questo esercizio mi ha davvero aperto gli occhi ed ho imparato a sentire quanto le mie emozioni siano state influenzate dall’energia altrui senza che me ne accorgessi. Da quando ho imparato a recepire queste sensazioni sono diventato capace di filtrare l’energia, escludendo quella negativa ed assorbendo quella positiva. Ho imparato a giudicare in modo diverso le persone e a vedere ciò che sta dietro alle parole, positive o negative che siano. Sono ancora cintura gialla in questa disciplina, ma ho già guadagnato in serenità e in qualità della vita quotidiana. Applico questo esercizio in modo naturale ad ogni stimolo, come ad esempio alle email ricevute, alle canzoni ascoltate, alle notizie del telegiornal … ai commenti che arrivano su questo blog. Ovviamente sono ancora soggetto ad emozioni negative come fastidio, rabbia, delusione, etc., non le posso eliminare, sono una componente dell’essere umano; riesco però a gestirle sempre meglio.

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2 Comments

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