Vivere di Kung Fu – capitolo 7 – equilibrio energetico

Continua la rubrica del venerdì vivere di Kung Fu.
Nei capitoli precedenti abbiamo visto come l’energia possa essere emanata, assorbita e conservata, mantenuta cioè in equilibrio. In natura tutto tende all’equilibrio, che rappresenta lo stato di benessere e l’essere umano non fa eccezione. Non a caso le malattie non sono altro che uno squilibrio biologico e (ancora una volta) energetico del corpo, anche quelle più gravi.  Non a caso l’epigenetica ha scoperto che il Ch’i influenza il nostro DNA, ossia è in grado di variare il patrimonio genetico di un essere umano.
Visto in questi termini assume sicurmante importanza il concetto di equilibrio energetico, ossia l’armonia interiore determinata da uno scambio simmetrico di energia con l’ambiente esterno. Dove con simmetrico si intende la parità tra emanato ed assorbito e dove il termine energia rappresente l’energia positiva. Non bisogna infatti scordare che anche l’ansia, la rabbia, il rancore, etc. sono forme di energia, ma che non giocano a vantaggio dell’organismo che le emana o le assorbe, sono cioè forme di energia negativa.

Dalla definizione data potremmo derivare due vie per acquisire e mantenere l’equilibrio energetico:
  1. non accomulare energia oltre il necessario e non emanarne oltre il proprio fabbisogno.
  2. emanare ed assorbire solo energia positiva
Il primo punto è di più facile intuizione. Non devo andare in carenza di energia, o di forze in quanto il corpo ne risulterebbe debilitato; così come l’accomulare più energia del necessario causa ipertensione, stress, insonnia, etc., stati che come si sa non sono certo salutari.
Il secondo punto è meno intuitivo (secondo me), perchè nella società occidentale non si è soliti prestare attenzione alle forme di energia negative che impregnano l’aria che respiriamo. Siamo talmente abituati allo stress, all’invidia, al rancore, etc. al punto da essere convinti che siano parte integrante dell’essere umano. Invece è il contrario: non sono parte integrante, bensì elementi non compatibili con il corpo umano ed infatti introdotti in quest’ultimo generano degli squilibri.
A dimostrazione di questa teoria è sufficiente rendersi conto che sentimenti negativi come quelli citati causano uno stato di malessere prima di tutto alla persona che li prova. Chi prova odio non sta sicuramente bene, non è certo una persona serena. Tanto meno chi è impaurito, o arrabbiato, o invidioso. Stessa cosa vale per chi “è avvolto” da tali sentimenti.
Lo stato di benessere del corpo, se ci fate caso, è sempre accompagnato una sensazione di leggerezza, o fluidità, come se dentro non ci fossero blocchi; così come lo stato di malessere è spesso associato all’idea di un peso che si sente nello stomaco.
Esiste un flusso di energia nel corpo che può essere bloccato e liberato e che genera peso o leggerezza, in altre parole possiamo essere in equilibrio o disequilibrio.

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