Sanda. Lo sport piú o meno da combattimento

sanda kung fu lifeQualunque disciplina, sport o arte abbraccia l´idea di una terra di confronto, uno spazio all´interno del quale l´artista esprime se stesso di fronte alle persone, oppure si confronta con un altro esponente della stessa arte. Il palcoscenico per attori, cantanti e ballerini, mostre per pittori, partite per giocatori di sport di squadra, olimpiadi per atleti, piste per piloti e tatami, lei tai, gabbie o ring per i combattenti. Ogni artista ha il suo campo di battaglia.

sanda lei taiIl Kung Fu di campi di battaglia ne ha piú di uno, perché esistono piú discipline con le quali misurarsi. Se le forme sono il terreno di scontro della tradizione il Sanda è l´ambito di confronto per quel che riguarda il combattimento. Ma non basta: bisogna ancora distinguere la modalitá di lotta tra Semi Sanda e Sanda. Cambiano le protezioni, l´intensitá dei colpi e la concezione di KO: nel Semi non è ammesso, nel Sanda è cercato. Quest´ultima differenza introduce di diritto il Sanda (non il Semi) nel calderone degli sport a contatto pieno, in compagnia di boxe, thai boxe, MMA, etc.

sanda - proiezioniTuttavia lo sport da combattimento del Kung Fu non gode della stessa fama dei suoi alter ego. Diversi possono essere i motivi, ma tra le cause mi sento di escludere il concetto di spettacolarità. Nel Sanda, oltre ad essere permessi colpi a contatto pieno atti alla ricerca del KO, è consentito proiettare, bloccare la gamba dell’avversario, spingere, buttare giù dalla pedana rialzata sopra la quale si combatte, elemento quest’ultimo – la presenza di una pedana rialzata da terra – che gioca a favore proprio della spettacolarità degli incontri. Potremmo senza remore paragonare il Sanda alle MMA; il Lei Tai (la pedana rialzata) sta alla gabbia come la possibilità di spingere e sollevare l’avversario per proiettarlo sta alla lotta a terra, soprattutto considerando che nelle fasi di lotta a terra delle MMA spesso i due combattenti sono abbastanza statici lo spettacolo è a rischio di noia.
Allora perché il Sanda non è famoso?

caschetto semi sandaSicuramente paga la mancanza di notorietà di tutto il Kung Fu. Diciamo la verità: la nostra displina è tanto affascinante quanto ancora abbastanza sconosciuta al grande pubblico, almeno in Italia. Inoltre quel poco di celebrità va divisa con le forme e soprattutto con il Wushu, pensato proprio per le competizioni e sempre di più per attirare l’attenzione con evoluzioni al limite della ginnastica artistica.
Tuttavia credo che nella ricerca dei colpevoli si debba annoverare il Sanda stesso, o meglio il Semi Sanda, pensato per essere una disciplina "maggiormente praticabile" perché tendenzialmente meno "pericolosa" e quindi più facilmente avvicinabile. Se non te la senti di andare a combattere duro, ma vuoi comunque combattere fai Semi Sanda, magari col caschetto munito di grata che ti evita i colpi in faccia.

kung fu sandaL’MMA questo non lo consente. Infatti molti praticano ma pochi entrano nelle gabbie. Esiste una selezione naturale al combattimento. Giusto o sbagliato? Meglio o peggio?
Personalmente credo peggio. Il combattimento non è per tutti e non è obbligatorio renderlo accessibile a tutti. Chi teme per la propria incolumità non è un artista marziale peggiore di chi invece ama la sensazione unica che solo trovarsi davanti ad un avversario pronto a metterti KO ti può dare. Può comunque praticare un "Sanda sicuro" nella sua palestra, con un maestro attento ad equilibrare tecnica, potenza, timori e sensazioni di lotta. Ma il combattimento in gara è altra cosa…

wushu saltiChi non è in grado di eseguire salti, evoluzioni, calci a farfalla e staccate non partecipa ad una competizione di Wushu, magari opterà per il tradizionale. Ma ad oggi non esiste un "Semi Wushu" per permettere a chiunque di "accedere alla disciplina", perché nanquan e changquan ne risulterebbero snaturati.
Gli sport a contatto pieno per essere praticati a livello agonistico richiedono l’attitudine al KO, come la moto GP richiede l’attitudine alla velocità. Chi teme per la propria incolumità in moto non farà mai il pilota. Chi teme per la propria incolumità non può fare le competizioni di Sanda. Limitare il combattimento è come mettere il limite di velocità nella formula 1.

sanda kung fu lifeTempo fa mentre arbitravo una gara di Semi Sanda un insegnante si lamentò dell’andamento delle competizioni sostenendo che non ci sarebbe dovuto essere neanche il contatto, già solo dall’intenzione del colpo si doveva giudicare chi dei due combattenti sarebbe andato a segno con maggiore efficacia e da ciò si sarebbe dovuto decidere il vincitore. Gli risposi che le gare di combattimento non potevano prescindere dal combattimento.

4 pensieri riguardo “Sanda. Lo sport piú o meno da combattimento

  • 22 marzo 2018 in 22:10
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    Il sanda secondo me ha avuto la colpevolezza di essere arrivata tardi rispetto alla concorrenza. Alla fine dei conti il sanda non è neanche più da considerarsi kung fu o suo parente.. la guardia e i colpi sono quelli della Thay o simili ,pugni della boxe con qualche presa di lotta .. tutto questo è già stato visto e stravisto.. oggi questo marketing è occupato dalla MMA

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  • 27 novembre 2017 in 17:26
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    Il sanda non è altro che la versione cinese della shoot boxing giapponese, niente di più e niente di meno, come i giapponesi hanno preso le loro tecniche di karate, ju jitsu e judo e l’hanno messe in un contesto sportivo, lo stesso hanno fatto i cinesi con le loro tecniche di kung fu o wushu, con l’unica differenza che le arti marziali giapponesi da decenni sono in piena evoluzione, basta pensare al karate wado ryu degli anni 30, un unione dei colpi del karate Shotokan con le proiezioni e leve del judo/ju jitsu, da questo stile sono generate arti-marziali moderne come lo yosekanbudo e probabilmente la stessa shoot boxing; oppure il Kyokushin Karate, nato come concetto sempre negli anni 40 e che nella sua forma tradizionale univa la semplicità dei colpi del karate Shotokan a quella più complessa del karate goju ryu, che già aveva preso alcune tecniche dal judo, comunque poi il karate kyokushin si è sportivizzato troppo e un suo maestro negli anni 80 creo il kudo, mettendoci anche le tecniche del pugilato e riscoprendo le proiezioni e le leve articolari da altre discipline; tutto questo per dire che il sanda arriva in un contesto già abbastanza affollato, dove tra l’altro sono arrivati gli americani con le loro mma e la loro federazione Ufc, che non hanno fatto altro che inglobarsi la federazione Pride giapponese, dove appunto si facevano mma o shoot boxing e ispirarsi alla valetudo brasiliana, dove si combatteva anche nel brasilian ju jitsu, un’arte marziale figliastra di quelle giapponesi.
    Voglio dire dopo questo prologo, che il sanda non è altro che l’ultima arrivata o quasi in un mondo come già detto abbastanza affollato, poi il suo vero handicap è che se anche nata mi sembra a cavallo degli anni 70 e 80, proprio quando nascevano il kudo o lo yosekanbudo, ha patito il fatto che la Cina si è aperta al mondo forse solo una diecina di anni fa, mentre i giapponesi “parlano” con l’occidente da più di un secolo e hanno le loro arti marziali che sono più “mischiate” con quelle occidentali e anche più conosciute, basta pensare alla kickboxing; tra l’altro ho visto corsi di sanda, ma anche di wushu tradizionale dove si insegna la lotta a terra del brasilian ju jistu, che con le arti marziali cinesi ha poco a che fare.
    Per il discorso del semi o pieno contatto nei combattimenti, non ci vedo nulla di male, dipende dal livello di allenamento del combattente, se uno non è un agonista puro, il contatto pieno è sconsigliato.

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  • 1 maggio 2016 in 14:56
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    HO INIZIATO NEL 1973, KARATE. NEL 76 KUNGFU. COMBATTIMENTI SENZA NEPPURE LA CONCHIGLIA. IL KO ERA UN VERO PROBLEMA. POI I GUANTI E I PARATIBIE(BUONI), IL CASCHETTO(TORTURA), E IL CORPETTO(UN IMPEDIMENTO STUPIDO). 35 ANNI SENZA SMETTERE, PROVANDO A TIRARE CON QUALUNQUE DISCIPLINA. FRATTURINE, NASI, BOTTE, COME NORMALE SPORT. SE VUOI COMBATTERE BENE, ALTRIMENTI FAI ALTRO. SONO IN ARMONIA CON I TUOI PRINCIPI.
    CIAO E DIVERTITI. ALESSANDRO FAVERO

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