Quando la vittoria era una questione di testa

donna testa…O di teste!
Abbiamo detto in passato quanto sia importante il lavoro interiore di ciascun atleta, quale che sia l’obiettivo da raggiungere, il famoso "inner game" (se non l’avete ancora letto potete trovare maggiori informazioni nel numero 10 del nostro magazine online) che si gioca all´interno della nostra mente, prima e affianco al lavoro del nostro fisico.
La nostra testa può fare la differenza tra una vittoria o una sconfitta.
Ma non solo la nostra, anche quella dell’avversario, perché no!

esercito di terracottaSe poi la testa non è una sola, ancora meglio. No, non sto impazzendo e non intendo fomentare crudeli pratiche tuttora in voga in questi ultimi tempi. Mi riferisco invece ad un breve paragrafo tratto da Il libro del principe di Shang contenuto ne L’arte della guerra di Sun Tzu, nel quale il numero di teste nemiche collezionate risulta determinante per stabilire il prestigio di un guerriero dell’antica Cina.
Testualmente:

"Chiunque porti in trofeo la testa di un nemico verrà esonerato dalle tasse. […] Se i generali o i centurioni che comandano le brigate e le centurie non consegnano almeno una testa di un soldato nemico, saranno decapitati. Se, invece, i generali e i centurioni portano in trofeo più di trentatre teste, saranno promossi di un grado ciascuno per aver adempiuto i propri obblighi.
[…] Quando l’esercito raggiunge gli obiettivi prefissati dal codice militare, che sono di ottomila teste tagliate per una guerra d’assedio e di duemila per una guerra di movimento, tutti gli ufficiali, di ogni ordine e grado fino ai generali, riceveranno una promozione.
"

esercito terracotta testaPuò bastare a farci storcere il naso?
E non è tutto, ogni soldato poteva guadagnarsi posizioni di rispetto ed ettari di terra a suon di decapitazioni:

"Per ogni testa tagliata, un soldato viene promosso di grado, gli viene concesso l’usufrutto di un campo della grandezza di un qing [circa 6 ettari] e la proprietà di un frutteto di nove mu [circa 63 are]. Ha diritto al conferimento di una carica di funzionario subalterno nell’esercito o in una prefettura.".

È proprio vero che da sempre la testa è ciò che fa la differenza…

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