Qualche consiglio per fare del Kung Fu un lavoro

Kung Fu Life e Christian Kang BachiniSpesso abbiamo trattato della differenza che esiste tra chi vive il Kung Fu come un passatempo, uno svago, un modo per occupare il tempo libero e studiare una nuova disciplina per un paio di volte alla settimana e chi invece vive di Kung Fu. Tra le nostre tante rubriche ne esiste una che si chiama per l’appunto Vivere di Kung Fu(dai un´occhiata alla rubrica), dedicata a chi si innamora cosí tanto di quest´arte marziale da volerla rendere una parte integrante della propria vita.

kung fu life stagioneSto parlando di quelle persone che non si accontentano nemmeno più di chiamarla <<arte marziale>>: per loro comincia ad essere troppo riduttivo. Il Kung Fu diventa un vero e proprio stile di vita, un modo di essere-nel-mondo avrebbe quasi detto il vecchio Martin Heidegger. Secondo questo filosofo, ognuno di noi esiste in un determinato modo, esperisce l’esistenza in qualche particolare essere-nel-mondo che può però essere diverso di volta in volta. Così, una persona angosciata per qualche ragione esiste nel "modo" dell’angoscia, un pazzo scatenato e maniaco "risiede" nel mondo della propria mania.

kung fu life kimonoTrascurando il complesso pensiero heideggeriano, sono certo che conoscete sicuramente qualcuno che è stato "illuminato sulla via del Kung Fu". Magari un amico che fino a qualche tempo fa giocava a calcetto le sue due volte alla settimana, che improvvisamente ha tutte le sere occupate da qualche allenamento. Magari segue anche due o tre scuole e stili diversi, comincia a leggere tutti gli scritti di Bruce Lee e di Lao Tzu, presta attenzione quasi ossessiva a persone che potrebbero anche solo lontanamente essere dei balordi da strada.

Mikhail Ryabko Kung Fu LifeEcco: persone che cominciano a esistere "nel modo" del Kung Fu, un "essere-nel-Kung Fu" che oramai permea ogni aspetto della propria vita. Personalmente, oramai tredici anni fa mi successe proprio qualcosa del genere: la folgorazione. Il Kung Fu ha cambiato la mia vita. E non nel senso che mi ha fatto stare meglio o peggio, in forma o meno, tranquillo o nervoso. L’ha cambiata prima di tutto praticamente: ho fatto scelte che mi hanno allontanato da altro per lasciare più spazio possibile all’arte marziale.
Se non avessi studiato Kung Fu, avrei forse continuato a studiare medicina e sarei oggi uno psichiatra, come volevo e immaginavo di diventare quando andavo al liceo. Nel tempo libero avrei coltivato ancora la mia passione per il calcio, ridotta però a qualche serata nei campetti 5 contro 5 o qualche torneo più strutturato ma sempre amatoriale: fare il calciatore oramai un sogno sfumato. Avrei continuato, ancora forse, ad approfondire lo studio della chitarra e suonato più o meno costantemente in una bella tribute band ai Dire Straits e a Mark Knopfler.

psicologoOppure e ancora: avrei continuato ad "usare" la mia laurea specialistica in psicologia per lavorare in contesti psichiatrici e/o sanitari, nelle comunità, o avrei insegnato storia e filosofia nelle scuole sfruttando la mia seconda laurea magistrale in filosofia. Invece nulla di tutto questo: non avete idea di quanta gente mi dice, dopo aver scoperto che ho redatto ben tre tesi di laurea, <<Che squallida l’Italia: hai tre lauree>> (perché una è triennale) <<e lavori tutto il giorno in palestra…?>>. Beh, che la nostra Italietta sia lavorativamente problematica è assolutamente vero, ma anche io c’ho messo del mio.

alimentazione kung fu lifeLavoro in palestra soprattutto perché ho fatto una scelta. E la domanda che mi sono posto moltissime volte è: va bene vivere di Kung Fu, ma si può realmente vivere con il Kung Fu? In altri termini: posso riuscire a far diventare l’insegnamento di quest’arte il mio lavoro? È questa che rende il mio post pane per i denti di chi, perso nella folgorazione, si sta chiedendo se può fare della propria passione un lavoro. È per queste persone che voglio scrivere di cosa è successo a me. Quando ero un liceale, mio padre mi diceva sempre che sperava che io riuscissi a fare della mia passione un lavoro. Un po’ come succede ai calciatori o agli sportivi in generale: da giovanissimi praticano sport per passione, dato che di solito nessuno li costringe. Poi però qualcuno nota il loro talento e li porta sulla strada del professionismo. Anche noi marzialisti siamo sportivi, ma purtroppo non esistono osservatori o società che promuovono il professionismo nel nostro settore. Potete essere anche campioni di Wushu o di Sanda, ma è indubbio che l’agonismo non vi frutterà uno stipendio sufficiente per vivere.

maestro pai mei kill billSi può ambire a lavorare come insegnante di Kung Fu a tempo pieno? Secondo me si, a patto di scendere a qualche compromesso. Sono però sicuro che, se avete determinazione e vera passione, potete farcela. Nei forum e sui social troverete che la risposta a questa domanda è negativa: se non sei Emin Boztepe o Sergio Iadarola non puoi vivere con la sola arte marziale. Ed è la stessa cosa che mi hanno sempre detto le persone che mi stanno intorno, parenti in primis: devi avere un lavoro "serio", poi nel tempo libero fai quello che vuoi. Aridaje: per un folgorato le arti marziali non sono <<tempo libero>>. <<Eh, ma la vita è così, che vuoi farci, devi rassegnarti, nessuno regala nulla, non si può fare quello che si vuole, etc.>>. Continuo a non essere d’accordo: potete farcela. A patto, ripeto, di qualche compromesso. Se arriverete a diventare Boztepe, Inosanto o Iadarola non ce ne sarà bisogno: probabilmente comincerete a girare il mondo insegnando la vostra arte. Ma se la fama non vi sorriderà, non così tanto, potreste aver bisogno di qualcos’altro.

combattentiIl mio primo consiglio diventa quindi: non limitatevi solo al Kung Fu. Anche se siete <<nati per fare Shaolin>> o comunque puristi del vostro stile, studiate altro perché potrete così contare su altre discipline da insegnare. Fate boxe, Muay Thai, MMA o qualsiasi altra cosa sia marziale ma appetibile sul mercato: dovrete vendervi e non potete proporre un solo prodotto, tra l’altro d’élite. E poi alla vostra crescita marziale non farà altro che bene.

centro studi amt festival orienteQuesto porta al mio secondo consiglio: aprite tanti corsi. Potete farlo in palestre diverse ad orari diversi: sarete costretti a fare avanti e indietro per arrivare in orario, ma stiamo parlando di compromessi. Aprite corsi per utenze variegate bambini, difesa femminile, street fighting, tradizionale puro. Proponetevi alle istituzioni con corsi di difesa per operatori sanitari, forze dell’ordine, buttafuori etc. e cercate di coprire quindi il maggior numero di utenza possibile.

pubblicizzare i corsi di kung fuTerzo consiglio, ovvio ma non sempre: pubblicizzatevi. Sui social network: aprite una pagina facebook della vostra scuola e curatela quotidianamente, stampate volantini e distribuiteli presso le scuole o dovunque ci sia un gran viavai di gente, fate stampare manifesti per le affissioni ufficiali del comune. Ci sarà da spendere un po’ di soldi, ma ricordate: state facendo gli imprenditori di voi stessi. E ancora: organizzate seminari, magari anche gratuiti, per farvi conoscere.

ragazza preparazione fisicaQuarto: spaziate anche al di fuori delle arti marziali. Io, per esempio, ho scelto la strada del personal trainer e sto ancora studiando per conseguire la laurea (già…sigh…) in scienze della nutrizione umana per guidare le persone verso il raggiungimento della tanto agognata forma fisica. Siamo nella società dell’immagine e le palestre stanno comunque resistendo alla crisi, per cui non abbiate timore di girare per la sala pesi. Potrete, inoltre, imparare un sacco di cose utili per la preparazione fisica vostra e dei vostri allievi quando farete il vostro amato corso.

kung fu lifeQuinto consiglio, importantissimo: dovete essere convinti di essere all’altezza di ciò che fate. Non siete secondi a nessuno, la gente è o come voi o peggio di voi. Questo tipo di mentalità vi consentirà di non perdere autostima ma contemporaneamente di non sfociare nella presunzione. Davanti a chi credete essere peggiore non vi sentirete di certo in imbarazzo, ma se incontrate uno bravo dovete porvi verso di lui come se foste alla pari. Lasciate perdere l’eventualità che egli sia più bravo nella tecnica o abbia 30 anni di Kung Fu alle spalle: quello ci sta, io sto parlando di approccio psicologico-relazionale.
Purtroppo il nostro è un mondo di invidie e gelosie, per cui troverete sempre qualcuno che vi dirà <<Ma tu chi cacchio sei, da dove vieni, chi ti ha insegnato… io invece sono stato in Cina milleeduecento anni e ho fatto così e cosà e colì e colà, ho insegnato allo S.W.A.T ed alle Teste di Cuoio e il mio Gran Maestro è cinese ma proprio della Cina Vera ed è l’unico erede dello stile e io quindi sono discepolo diretto ufficiale…
Si tratta della vostra vita, della strada che avete scelto, una strada che vi costringerà a lavorare intensamente tutti i giorni ed a tornare a casa tardissimo, dato che i nostri corsi si tengono principalmente la sera. Nessuno ha il diritto di sminuire il vostro lavoro, che comincia la mattina per finire a mezzanotte, solo perché va in Cina.

moneteSesto: siate professionali. Da adesso in poi il Kung Fu è il vostro lavoro e deve essere giustamente remunerato. Non importa se molta gente lo vive come una passione e tenderà a ribassare i vostri prezzi. Non importa se vi guarderanno con quell’aria da <<Ma veramente vuoi così tanto? E dai, mi devi insegnare quattro schiaffi e due movimenti, mica siamo in personal training>>. Eh no, ragazzi: voi vi fate il mazzo e quindi dovete campare dignitosamente. Se qualcuno non lo capisce, pazienza. Anche lui lavorerà e pretenderà di essere pagato. C’è gente che chiede soldi per farsi guardare mentre suona uno strumento o vi recita una commedia su un palco, quindi se offrite un servizio o comunque l’insegnamento di un’arte è giusto che vi paghino.
L’essere professionali vi aiuterà non solo a campare, ma anche a proporvi meglio sul mercato. Avete mai sentito dire che il Tavernello è il vino degli ubriaconi o al massimo è buono per cucinare? Sapete perché? Perché costa pochissimo e gli ubriaconi vivono spesso in strada. Bevendo troppo e avendo poche risorse, raccattate per elemosina, comprano il vino più economico perché così possono berne di più. Chi invece vuole davvero gustare un buon vino, da intenditore, spende di più. Non vi svendete, altrimenti sarà proprio questo a sminuire la vostra qualità. La gente vi giudicherà, senza nemmeno rendersene conto, per quanto costate. Siete un Tavernello o un Merlot?

ragazza allenamento pioggiaVi lascio con un effetto collaterale. Avete presente l’amore incondizionato che avete da studenti, che non vedete l’ora che arrivi lo stage con il maestro, che fremete per imparare una nuova forma? Quella sensazione di potersi allenare per ore, parlare per giorni della vostra passione, di starci dentro di brutto e il più possibile. Beh, spesso scomparirà. Purtroppo, quando una passione diventa un lavoro emergono delle responsabilità. Il mondo del lavoro mette a dura prova e ci saranno quindi dei momenti dove potreste addirittura odiare la vostra disciplina. Non avrete voglia, ma dovrete andare in palestra. Sarete stanchi di ripetere diecimila volte le stesse cose, ma se avete più corsi dovrete insegnare a persone diverse che avranno bisogno di fare e rifare cose per voi noiosissime. Sbaglieranno mille volte e voi dovrete spiegare mille e una.

kung fu life allenamento recuperoI sabati sera di una volta, in cui si usciva con qualche amico praticante per parlare solo di arti marziali, non vi faranno più impazzire. State sempre in palestra, staccate la spina quando vi svagate. Nessuno si porta il lavoro in pizzeria. Detto questo, ragazzi, credeteci: con il giusto percorso, qualche compromesso e un po’ di fortuna potete riuscirci. Io, per adesso, ce la sto facendo. E, costanzianamente: se va bene a me… buon kimono a tutti.

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