Pechino Express. Il reality degli Espatriati e i martial movie

Pechino Express espatriatiPechino Express, oramai famoso reality show andato in onda sulla Rai, è giunto alla sua conclusione. Hanno partecipato otto coppie di concorrenti, che si sono sfidate all´ultima avventura e all´ultima tappa: Fratello&Sorella (Naike Rivelli e Andrea Facchinetti), le Persiane (Giulia Salemi e Fariba Mohammad Tehrani), gli Illuminati (Yari Carrisi e Pico Rama), gli Antipodi (Andrea Pinna e Roberto Bertolini), gli Artisti (Luca Tommassini e Paola Barale), i Compagni (Giovanni Scialpi e Roberto Blasi), le Professoresse (Laura Forgia ed Eleonora Cortini), gli Espatriati (Christian "Kang" Bachini e Pasquale "Son Pascal" Caprino).

E a noi di Kung Fu Life che ci frega di un reality? Forse perché Pechino Express ha a che fare con la Cina? No. Se leggete con attenzione e, ancora di piú, se siete saggiamente nostri affezionati lettori avrete notato che nella coppia degli Espatriati c´é un certo Christian Kang Bachini. Lui si che é espatriato in Cina, per rincorrere il sogno di diventare un attore di cinema di arti marziali. Noi di Kung Fu Life c´eravamo accorti di lui ben prima della trasmissione. Personalmente, infatti, non seguo molto la televisione e tantomeno i reality show.

C´é da dire che peró Pechino Express è anche un "Adventure" reality show: i concorrenti si contendono le tappe di un lungo viaggio fatto di grandi scarpinate, digiuni, autostop e tutte quelle cose che rendono la vita meno comoda possibile. Noi non seguiamo la TV, ma se c’è di mezzo il Kung Fu la seguiamo eccome: per questo Kang ha destato da molto tempo il nostro interesse. L´unico italiano riuscito a farsi notare nel cinema orientale di arti marziali. E uno dei nostri obiettivi e sogni è vedere il Kung Fu molto più diffuso in Italia.

Questo è un obiettivo anche di Christian "Kang" Bachini. Quel suo nome d’arte significa in effetti qualcosa tipo <<Colui che combatte senza cedere>>. Uno che resiste, insomma, che si pone un obiettivo e non molla finché non lo ha raggiunto. Nel nostro caso, direi che con Pechino Express Kang è riuscito a farsi notare anche in Italia. Il reality è molto seguito, e la coppia degli Espatriati ha praticamente dominato la gara fino alla fine. La finale, però, li ha visti arrivare secondi dopo gli Antipodi.

Christian Kang BachiniMa questo è decisamente secondario. Quello che importa è che il reality show abbia dato una grande visibilità ad un italiano espatriato in Cina per fare l’attore. E non certo di telenovela o cinepanettoni: di film sulle arti marziali. L’obiettivo di Kang è per metà raggiunto: sono sicuro che molte persone sono andate a cercare di capire chi fosse e cosa facesse. E adesso si parla anche di un film tutto italiano al fianco di Luca Argentero, uno degli attori italiani più interessanti degli ultimi tempi. Anche lui "figlio" di un reality, ma di tutt’altra pasta: il Grande Fratello. Mosca bianca, però, dato che a differenza della maggior parte dei partecipanti ha di sicuro talento e si è messo a studiare recitazione.

Argentero interpreterà un poliziotto romano un po´ caciarone in un film action tutto italiano. E potrebbe essere la volta che ci avviciniamo all’oriente di Jackie Chan, dato che il suo compagno sarà un altro poliziotto che "parla poco e mena tanto". Sarà proprio il nostro Kang ad affiancare Argentero in una pellicola che suona già come una versione italiana di Rush Hour. Luca come Chris Tucker e Christian come Jackie Chan? Sono proprio curioso di scoprirlo.

In realtà Jackie Chan non è che proprio "parla poco e mena tanto". Cioè, di menare mena. Solo che parla tanto ed è sempre in mezzo a qualche gag, disastri e risate che poco ricordano il silenzioso e letale Chen interpretato da Bruce Lee. L´Italia ha una tradizione cinematografica marziale pari non a zero, ma a sotto zero. Sarà davvero una bella sfida per Kang. Voglio vedere quanto la regia italiana riesca a valorizzare le sue abilità marziali, quanto riesca a dar loro il giusto spazio.

Luca ArgenteroSarebbe proprio deludente vedere Kang dare due cazzotti e fare da spalla muta ad Argentero. Deludente vedere che un film presentato come un action movie si riveli invece una ennesima commedia italiana tra equivoci e flirtate. Conosciamo Christian Bachini ed è secondo noi l’uomo giusto per lasciar conoscere all’Italia un genere cinematografico diverso e che a noi marzialisti piace tanto.

Christian Bachini e Jackie ChanPechino Express è finito e Kang è pronto a lasciare il reality e tornare alla finzione. Ma per favore, oh dei del cinema italiano: non lasciatelo cadere sotto i colpi della paura del botteghino. Suggerite a registi, produttori e sceneggiatori italiani che non è il caso di temere di osare. Che non c’è da aver paura, non quella paura che li costringa a ridimensionare il progetto per essere sicuri del riscontro del pubblico. Quest’ultimo sarà anche abituato a commedie, sentimentalismi e risatone, ma Kang non è Carlo Verdone – con ovviamente tutto il rispetto per questo grande maestro del cinema italiano – quindi fategli fare quello che sa e vuole fare.
Staremo a vedere. Io sarò in pole position per guardare il film. Spero di scrivere un articolo, poi, in cui elogio con entusiasmo la prima vera opera cinematografica martial action movie in Italia. Speriamo non si scenda a compromessi: Luca Argentero e Christian Kang Bachini sono già una buona garanzia di successo, non c’è bisogno di altro.

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