Omicidi Shaolin e torture. Il Maestro Aguilar. una tragedia nel Kung fu

Shaolin AguilarSiamo Kung fu Life, eppure oggi vi parlo di un Kung Fu che, invece che alla vita, si è dedicato alla morte. Quella della peggior specie, la morte degli omicidi, della cronaca, degli assassini, addirittura dei serial killer. A Bilbao, in Spagna, il Maestro di Shaolin Juan Carlos Aguilar è stato arrestato per tentato omicidio ai danni di una prostituta nigeriana. L’avrebbe percossa a sangue, torturata e tirata per i capelli per poi legarla e imbavagliarla all’interno della sua palestra, la famosa Zen 4. Si, perché la fama precede il nome di Aguilar: l’otto volte campione nazionale e tre volte campione mondiale, conosciuto anche con il nome cinese «Huang C. Aguilar» amava definire la propria palestra un tempio Shaolin di densa filosofia buddhista zen. La chiamava «Monasterio Oceano de Tranquillidad». Ma questa pace è stata distrutta non solo dalla notizia di un’aggressione verso una giovane donna. Sembra infatti, riporta il viceconsigliere basco per la sicurezza Jusu Zubiaga, che il monaco abbia commesso almeno un omicidio degno dei migliori film di Dario Argento. Sarebbero infatti state rinvenute, sotto i tatami della sua palestra, vertebre e ossa umane, ritrovate anche in alcune buste nascoste nella sua abitazione. È stato lo stesso Aguilar a confessare di “credere” di aver squartato e ucciso una donna lo scorso 31 maggio e averne buttato i resti nel fiume che attraversa Bilbao.
Il 47enne maestro spagnolo sarebbe stato il primo monaco Shaolin occidentale, dal 1997 il più alto grado europeo, uno degli eletti a cui è concesso entrare e studiare il Kung Fu nel tempio Shaolin cinese originale.
Le notizie riportate sui media «profani» di Kung Fu non hanno molto altro da aggiungere, se non ovviamente su ulteriori sviluppi nelle indagini. Noi praticanti sappiamo invece che l’essere “eletti” per entrare a Shaolin non costituisce di per sé una ragione per ritenere che in un marzialista vi alberghino qualità tali da renderlo migliore degli altri: è risaputo il ruolo commerciale che ha oramai il monastero. Come può risuonare una tragedia del genere nel nostro mondo? Tanto per cominciare, qualcuno già un po’ più esperto ha asserito che Aguilar era un truffatore, che nulla sapeva di Shaolin. Sarebbe stato un esperto di Wing Tsun che usava l’immagine del monaco per fini commerciali. La sua scuola sarebbe stata in realtà una vera e propria setta, adoratrice del Maestro.

ShaolinBisogna stare particolarmente attenti a dinamiche del genere perché possono risvegliare alcune questioni che non fanno per niente bene alle arti marziali. Ricordate che negli anni ´80 ci fu una diatriba sul fatto che alcuni fumetti e cartoni animati potessero fomentare episodi di violenza tra i giovani adolescenti? Il fumetto della Bonelli Editore Dylan Dog fu uno dei bersagli della censura. Per noi è però molto più interessante il caso del famoso cartoon giapponese Ken il Guerriero. Gente che perdeva i denti, sputava sangue e addirittura esplodeva dall’interno a causa di un punto di pressione stimolato dal protagonista attraverso calci, pugni o anche solo il semplice tocco di un dito. Migliaia di colpi in pochissimi secondi, ad una velocità stratosferica, accompagnati da urla ispirate ai film di Bruce Lee. <Wataaaa>, giocavamo noi di quella generazione. L’eufemisticamente fascino giapponese per la “citazione” lasciava riconoscere nel primo Kenshiro i tratti e le posizioni del grande Lee, mentre più avanti verso gli anni ’90 il personaggio sembrò somigliare più al Sylvester Stallone di Rocky, al culmine del suo successo.

Bruce Lee KenshiroLa società della psicologia dinamica ne fece un vero e proprio caso di censura televisiva, che causò la sospensione della messa in onda su diversi canali. Qualche anno dopo La7 ci riprovò proponendo il cartoon pesantemente censurato, ma senza molto successo di share. La questione ha un significato importantissimo: ma allora le arti marziali possono essere diseducative?
A quel tempo c’è chi rispose che si stava cercando nel posto sbagliato, che non tutti i ragazzi fan di Hokuto erano bulletti violenti di una qualche gang di strada. Che clima respiravano in famiglia? Che genere di ambiente sociale, culturale, comunitario frequentavano? Era troppo facile dare la colpa ai media. Un po’ come avviene oggi nei casi di anoressia, la cui colpa viene di solito data alla società dell’immagine e della moda. Troppo facile perché sono fenomeni complessi, in cui troppe variabili andrebbero considerate. È poco saggio ridurre il tutto a una sola spiegazione: la sofferenza, i mali della società possono assumere le forme della violenza o del digiuno così come tante altre, ma celano sempre più di quel che riusciamo ad immaginare.
E poi Aguilar. Un Maestro di Kung fu psicopatico e violento. Un truffatore, dicono. Non un equilibrato monaco Shaolin ma un violento esperto di Wing Tsun: quanto ci metterà quella stessa superficialità a concludere che lo Shaolin è roba spirituale e il mondo del Wing Chun, Jeet Kune Do, Krav Maga sono quelli violenti? Che il Kung Fu “serve per la difesa” e queste discipline invece “per l’attacco”? Peggio: che le arti marziali in generale sviluppano propensione alla violenza? La bigotteria che non ha voglia di farsi una domanda in più e il pacifismo estremo di chi vuol mettere i fiori ovunque e non solo nei cannoni trovano terreno fertile per le loro critiche.

lacrimaAguilar era in cura da due anni per un tumore cerebrale che ne aveva forse compromesso la capacità di intendere e di volere. Poco saggio però anche fare riduzionismo opposto: forse non ne è stato questo l’unica causa, ma è degna di essere presa in considerazione. Soprattutto per un aspetto: come tutti noi, Aguilar è una persona. Come tale è umano e quindi passibile di errore. Ricordiamocelo quando avremo davanti gente che sembra provenire da un altro mondo, illuminati di una qualche arte orientale misticheggiante. Persone, umanità, biologia e ancora umanità. Il misticismo cinese non può prendere lo spazio di questo aspetto ineludibile dell’uomo proprio come la medicina alternativa deve concedere a quella biochimica un’importanza quantomeno analoga alla propria.
Per il resto, però, a me piace pensare che sia stato quel barlume di consapevolezza di sapore buddhista ad aver permesso ad Aguilar di confessare di sospettare di essere un assassino: come se qualcosa fuori dal suo controllo lo avesse “posseduto”, ma che sia riuscito a rivelarla proprio grazie ad una lotta con quel se stesso sadico e manipolatore.

Ringrazio Giovanni Giacalone per la segnalazione della notizia alla redazione di Kung fu Life.

8 pensieri riguardo “Omicidi Shaolin e torture. Il Maestro Aguilar. una tragedia nel Kung fu

  • 30 settembre 2013 in 16:17
    Permalink

    Leggo solo ora, in un giornale del 5/6/13, del fatto di Bilbao e subito sono riandato con la mente ad un film visto, credo, vent’anni fa (se non di più) su un tema proprio simile e mi sono chiesto se questo Aguilar non si sia rifatto proprio ad esso.
    In pratica, da quello che ricordo, il film era ambientato a Bilbao (forse proprio in una palestra), dove un uomo aveva sequestrato una donna, che teneva sedata ripetutamente man mano che riprendeva conoscenza, per torturarla sadicamente tenendola tutta sospesa attraverso sottili fili che la facevano sanguinare, tutta nuda, e la torturava (per propria soddisfazione) con l’intenzione di portarla poi alla morte. Venne scoperto e la donna salvata in extremis.
    Aiutatemi, voi che sapete cercare in internet (io non ci sono riuscito, ritrovandomi in questo sito): che film era? di chi? di che anno? gli avvenimenti erano proprio come la reltà di oggi?
    Grazie, Francesco Frattolin, Cesarolo (FRIULI).

    Risposta
    • 1 ottobre 2013 in 11:22
      Permalink

      ciao Francesco, da quanto ho capito sei un “ospite” nel nostro mondo marziale Kung fu Life. Sono un grande appassionato di cinema, soprattutto thriller-horror, quindi spero di riuscire a darti un mano rinviandoti a questo sito:

      http://www.memocinema.com

      è un sito che si propone di faree proprio ciò che chiedi: se ricordi solo la trama, qualche scena e nient’altro del film, ti autano a risalire a titolo, anno e tutto

      spero di esserti stato utile, torna spesso a leggerci comunque!

      Risposta
  • 22 agosto 2013 in 23:15
    Permalink

    Certi eccessi mentali e fisici portano alle cosiddette rotture dal mondo e dalla convivenza civile e sono davvero tristi e deprecabili.

    Risposta
  • 15 giugno 2013 in 19:19
    Permalink

    Mi domando come sia possibile che una persona di quel rango e con quella quantitá d’informazioni ed insegnamenti per placare,manipolare e trasformare il proprio i,si sia lasciato andare,non pratticando i metodi necessari per evitare di raggiungere un punto cosí estremo…
    La meditazione non serve a sapere che respiri,la calma non serve solo a stare calmi,la logica insegnata da quel tipo di dottrine non ti portano a non ragionare prima di fare.
    Cosa veramente sará successo ad un uomo di quel livello per cadere cosí in basso?
    perché certe cose sono facili da comprendere e logicare sapendo come sono all’incirca fatti i gruppi d’insegnamento.
    é stato attaccato nelle sue emozioni,é stato manipolato allungo,e si é lasciato andare…
    con meditazioni ritrovi la pace e la giusta via,non credo che esso che si prattica in esoteria non lo abbia pratticato lui coi monaci,insomma sono passi facili,e richiedono costanza ed allenamento,dopo di che esso diventa facile da inserire nella vita.
    Quello di sicuro é stato manipolato da forze pi´forti di lui,e forse non era piú pratticante continuo di meditazione,ecco forse il motivo per il quale egli é caduto!

    Risposta
  • Pingback: Kung fu, cartoon e fumetti. Da Ken di Hokuto a Spiderman | KungFuLife

  • 8 giugno 2013 in 13:47
    Permalink

    Ciao Mark,
    la tua interessante analisi mi ha ispirato come al solito delle riflessioni aggiuntive.

    Personalmente non ho mai letto Dylan Dog (che conosco solo di fama) e non ho mai visto questo cartone animato chiamato Ken (anche se ho conosciuto giovani allievi che me ne citavano le gesta virtuali…) ma che parte dell’opinione pubblica giovanile prenda come fonte di ispirazione o di esempio per le arti marziali un cartone animato fa capire quanto poco si sappia trasmettere realmente agli allievi della filosofia e del “modo di vivere” reali legati al KungFu.

    Questo Aguilar (mi guardo bene, ora che so, da chiamarlo maestro!) rappresenta il peggio di quello che può uscire dal nostro ambiente e in quanto rappresentante riconosciuto e stimato in Spagna (prima dei fatti) non ritengo possa essere allontanato ora, alla luce della verità, con un semplice commento del tipo: “ma quello non era un maestro”, “ma le arti marziali sono un’altra cosa”.

    In tutta questa amara faccenda infatti mi viene da pormi alcune domande: “chi sono stati i suoi maestri?”, “quali valori sono stati passati insieme con la pratica marziale a quest’uomo?”, “i maestri che lo hanno portato a diventare a sua volta un insegnante perché non si sono accorti in tempo di chi realmente era costui?”.

    Tutte queste domande hanno una sola triste risposta a mio parere: che esiste una corresponsabilità oggettiva di coloro che sono stati i suoi maestri i quali hanno letteralmente “creato un mostro”.

    Questi cosiddetti “maestri” sono i primi che dovrebbero vergognarsi, perché forse hanno insegnato la parte marziale del KungFu a questo personaggio come al solito probabilmente solo per il ritorno economico. Se verrà dimostrato che Aguilar ha ucciso diverse persone magari in preda ad una specie di follia marziale deviata, allora dovrà pagare come giusto. Ma quanti altri danni faranno i cattivi maestri che lo hanno “generato”?

    Chiaramente non sto dicendo che questo Aguilar non avrebbe potuto comunque uccidere qualcuno anche senza praticare Arti Marziali, i pazzi assassini esistono al di là di questo, ma la cosa veramente sconcertante è che abbia clamorosamente fallito (o più probabilmente che non sia stato applicato affatto) quel metodo tradizionale di insegnamento con il quale le mele marce vengono scartate molto prima di riuscire a diventare dei Sifu.

    Cordiali saluti e grazie per i tuoi articoli.

    Risposta
    • 8 giugno 2013 in 18:05
      Permalink

      grazie per i tuoi complimenti e per le tue riflessioni.
      purtroppo dove c’è la follia, l’inspiegabile e la malattia non sempre si possono trovare dei colpevoli. non demonizziamo i suoi maestri senza sapere bene come e cosa gli hanno insegnato, le variabili che possono portare ad un delitto del genere possono essere molteplici perchè i lati dell’essere umano sono molteplici. aguilar è un essere umano, ovvero molto di più di un maestro di kung fu. è molte altre cose , è stato molte altre cose e la sua follia si configura necessariamrente come qualcosa di complesso, dalle troppe variabili.

      purtroppo, nemmeno il metodo tradizionale “di selezione” è infallibile, nulla lo è. nemmeno il kung fu è onnipotente, e secondo me è proprio questo che dovremmo ricordare: non tanto che aguilar sia stato un maestro sbruffone o un grande guerriero. quanto più che ci sono cose che non si possono prevedere e che possono accadere anche senza ragionevoli spiegazioni. quindi diffidiamo dalle facili interpretazioni, soprattutto se di mezzo c’è la malattia. che non è nan giustificazione, ma nemmeno una colpa

      Risposta
  • 5 giugno 2013 in 15:37
    Permalink

    Ken il guerriero e Dylan Dog sono 2 cose molto educative, per non parlare dell’uomo tigre… Ti insegnano davvero i valori della vita. IMHO

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.