Guardia da combattimento – la posizione delle braccia

mike tyson
Abbiamo già parlato della guardia da combattimento e in particolare in relazione al “sistemazione” del peso del corpo.
Oggi invece la vediamo dal punto di vista della posizione delle braccia. 
Qualunque praticante di arti marziali, dal karate al kung fu o sanda, dal Jeet Kune Do fino allo sport da combattimento più occidentale come la boxe, sa che prima di tutto bisogna imparare a tenere su la guardia. Ovviamente per evitare di prendere pugni al volto.
Anche in questo caso sembra non esistere una scienza esatta che stabilisca quale sia la posizione corretta delle braccia quando si assume la guardia da combattimento. 
Così il pugile ha una guardia diversa dal praticante di karate o di kung fu o dal Thai boxer. Ovviamente dipende dal fatto che ogni disciplina ha le proprie caratteristiche e i propri regolamenti di gara che ne determinano anche le posizioni fisiche assunte dagli atleti.
Quando ci si sposta nell’ambito della difesa personale le cose cambiano, perchè le regole svaniscono e non esistono colpi proibiti. Inoltre, cosa molto importante da non scordare mai, non esiste un arbitro che interrompe l’incontro in caso di evidente superiorità di uno dei contendenti.
Diventa fondamentale quindi evitare di prendere colpi in punti fondamentali del corpo, e in questo caso del viso, come tempie, mento, nuca. Fondamentali in quanto potrebbe risultare fatale se venissero colpiti con forza.
Per questo è consigliabile che la posizione delle braccia nella guardia da combattimento sia tale da proteggere al massimo il viso.
Il consiglio è di mantenere i gomiti all’altezza delle spalle. Questo consente di posizionare l’avambraccio a protezione del viso; inoltre durante le azioni di combattimento è consueto l’atteggiamento di abbassare le braccia, un pò per stanchezza, un pò perchè nella quotidianità non viviamo con le braccia all’altezza del viso e quindi siamo poco abituati a tale posizione degli arti superiori.
Le mani non vanno tenute troppo vicine alla faccia in quanto un colpo sulle braccia si tradurrebbe in un colpo al viso e perchè dobbiamo porre sempre spazio tra il capo e i colpi del nostro avversario.
Le spalle sono in posizione naturale, non alzate e la testa non in avanti. Se dobbiamo proteggere il viso è un controsenso avvicinarlo ai colpi avversari.
Infine le mani sono una avanti all’altra e posizionate sulla linea centrale; dobbiamo vedere il nostro avversario al di là delle nostre mani. Le mani sono il muro da porre tra noi e l’avversario.
Da questa posizione inizia la difesa personale.

Nota: questi sono i principi del mio stile. Non ritengo di essere possessore di verità assolute. Semplicemente queste nozioni sono derivate da esperienza e studio che caratterizzano il mio percorso marziale e ancor prima hanno caratterizzato quello del mio maestro. Non ritengo che chi segue principi differenti sbagli, ma è semplicemente differente, nè migliore nè peggiore.

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