Filastrocca di un lupo solitario

lupo indianosaluti, mi presento:
sono un lupo e non ci sento.
io sono un predatore
viaggio e caccio delle ore,
io alfa sono, un maschio:
sfido, salto, abbatto e rischio.
la mia natura è libera
finché non v´incontrai.

njol luposaluti, mi congedo:
sono un lupo e non ci vedo.
vi vedo, però, voi
grandi uomini avvoltoi
a fare i cacciatori
per diletto e non dolori.
dolori della fame
cacci sol per le tue brame.

njol lupo occhisaluti, e poi rintocchi:
è mezzanotte e non mi tocchi.
ché tanto non ti sento
or che il tatto è perso al vento.
quel vento che nel nome
mi fu dato da un padrone
che ora più non sento,
più non vedo e più non tocco.

njol marksaluti, un po’ dolori:
or non sento più i sapori.
eppur il mio guerriero
sapeva farmi ghiotto
anche lui, forestiero,
e orizzontal fu l’otto
che aveva lui sul petto
sul qual io m’assopivo.

njol marksaluti, il gioco è fatto:
ho perso anche l’olfatto.
quel che mi suggeriva
l’odor dei tuoi capelli
portati da quel vento
che tu scontravi in moto.
saltavo per vederti
fremevo come un fuoco.

saluti, tu mi pensi:
andrò oltre i cinque sensi.
vedrò quelle pianure dall’anima NavaJo
da cui prendesti il nome
udrò quel sibilìo del vento che io sono
porrò i miei passi in terra, un tocco siberianO
saprò qual è il sapore di vera Libertà
l’odor del fumo indiano che celebra la pace.

njol luposaluti, vecchio umano:
e su, porgimi la mano!
è stato un grande onore
solcar le stesse suole.
ma non restarmi mogio:
ti aspetto qui all’incrocio.
ché tanto prima o poi
i miei occhi saran tuoi.

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