Etica e rispetto nelle arti marziali

eticaEtica: croce e delizia delle arti marziali. Norme morali, regole non scritte di comportamento che dovrebbero sempre essere rispettate in qualsiasi dojo o kwoon degni di questo nome. Dettami dal sapore taoista e confuciano, sicuramente orientale, da applicare nei nostri corsi dalla mentalitá tutta occidentale. Si, perché se un corso di arti marziali presenta contenuti evidentemente di origine orientale, è peró innegabile che la cultura entro la quale sono proposti è la nostra: quella occidentale.
Etica e principi morali: riusciamo a ricordarcene sempre? C´é qualche differenza tra la cultura dell´Est e quella dell´Ovest, in merito? E quali sono i principi piú importanti?

etica giusto sbagliatoEtica è un termine che deriva dal greco ἔθος, èthos, ovvero <<comportamento >>. Se l’arte o più in generale l´estetica si occupano, in filosofia, di ciò che è bello e di ciò che non lo è, l’etica si occupa invece di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Bisogna però dividere subito tra etica e morale: se la prima è l’analisi del giusto/sbagliato, la seconda indica invece le norme morali in cui crede un singolo o un gruppo in un determinato contesto. Il nostro, come immaginate bene, sono le arti marziali e quindi si dovrebbe parlare più propriamente di <<morale marziale>>.

saluto kung fuSi preferisce però parlare di <<etica marziale>> perché con il termine <<morale>> ci viene troppo in mente la "morale della favola". Preferiamo dire <<etica>> perché il nostro contesto, le arti marziali, è comunque invariabile per noi praticanti e quindi ne parliamo come se fosse qualcosa di costante, sempre presente. In generale, quindi, l’etica è l’analisi di ciò che vari tipi di morale possono trovare giusto o ingiusto, ma in particolare per noi è l’insieme delle regole che rendono la nostra arte rispettosa e rispettabile.
E qui si comincia a slittare verso un altro termine interessante: il rispetto. Un principio che dovrebbe essere un vero e proprio cardine, colonna portante di discipline come la nostra, ma che spesso viene gettato senza pietà nel dimenticatoio.

rispetto marzialeCos’è il rispetto? Possiamo definirlo come una debita considerazione che un essere umano ha di qualcos’altro, nel senso di ritenere quest’ultimo degno di considerazione in modo da non trattarlo da inferiore, peggiore, con indifferenza, sottostimandolo, sottovalutandolo o non riconoscendone comunque l’importanza. A mio avviso, la morale insita nelle arti marziali dovrebbe essere innanzitutto un’etica del rispetto: senza quest’ultimo si rischia di cadere in situazioni che possono frenare anche i nostri progressi tecnici.
Cosa, però, è degno di rispetto in un contesto come il nostro?

Rispetto per il maestro

maestro pai meiO per l’istruttore, insegnante, coach o che dir si voglia. Quando una persona vi concede tempo, sudore e fatica è quantomeno degna del vostro rispetto. Cosa significa rispettare un insegnante? Come minimo, per prima cosa ascoltare quando parla. Ci sono persone che, in un dialogo, non fanno altro che aspettare il proprio turno per parlare: quando parla l’altro, semplicemente pensano a cosa dovranno dire quando toccherà a loro. Non stanno per nulla a sentire quello che gli stai dicendo.
Non so voi, ma io con persone così ho scarsa tolleranza, anche se il rispetto non deve mai mancare. Semplicemente, quando mi accorgo di essere davanti a qualcuno che dialoga così, lo lascio parlare e perdo interesse nel comunicargli la mia opinione. Tanto non la ascolterebbe perché gli interessa solo dire la sua a me. Vuoi per sfogarsi o per vantarsi, per bisogno o egocentrismo, la cosa migliore è rendersi conto che non si è affatto in un dialogo, ma in un monologo.
Lao Tzu avrebbe detto che queste sono persone con la loro tazza piena del loro tè, che quindi non possono riempirla con quello altrui. Di fronte ad un insegnante è quindi buona norma svuotare la propria tazza, e se per caso sarà lui ad aspettare solo il proprio turno per parlare, beh, avete capito qual è il mio consiglio.

Rispetto per i compagni

bicipiti braccio di ferroOvvio: se il maestro naviga al timone, con loro siete invece tutti sulla stessa barca. Non è molto carino mettersi in situazioni in cui il pettegolezzo, lo sparlare, le malelingue sono la regola. L’invidia, la gelosia, il disprezzo sono sentimenti che dovrebbero rimanere sempre fuori da ogni contesto marziale. Eppure sono presenti molto piú di quel che si crede. I vostri compagni sono fratelli di pratica e, a parte il principio di non portar rancore ad alcuno a priori, è assolutamente inutile invidiare un avanzato o disprezzare un principiante; trattare le persone come inferiori non serve di sicuro a migliorare. L’ego è il primo vero nemico del praticante.

Rispetto per voi stessi

lao shi mòCon l’ego si entra chiaramente nella questione del rapporto con sè stessi. Non rispettarsi significa non rendersi conto dei propri limiti, cosa che spesso ci fa cadere nell’essere irrispettosi verso i compagni. Significa però anche non riconoscere i propri pregi: la tipica mancanza di autostima, il non vedere il proprio valore e i miglioramenti. Purtroppo queste cose sono spesso dovute al comportamento di alcuni Maestri, quando non fanno altro che sottolineare che voi non siete nessuno perché per essere qualcuno bisogna essere o come loro, o allievi loro o dei loro "sacri" Maestri cinesi. Tutte storie, ragazzi: siete degni di rispetto non appena buttate il sangue per allenarvi. Ogni altra considerazione sul fatto che per valere qualcosa dobbiate essere nell’associazione A piuttosto che nella B è propaganda marziale.

Rispetto per la vostra arte

movimenti kung fu in digitaleÈ proprio qui che il Maestrone di turno potrebbe colpirvi: se non studi l’arte come bisogna fare non la stai rispettando. Beh, così è troppo facile perché manca un pezzo fondamentale al ragionamento. Quest’ultimo non farebbe una grinza, ma chi è che platonicamente decide <<come bisogna fare>>? Se sei tu, Maestrone, la stessa persona che me lo dice, allora non vale. Sarebbe come se qualcuno vi dicesse che l’unico modo giusto di giocare a calcio è quello della Juventus, e poi si scopre che è juventino. No, non è vero che il criterio per capire se rispettate la vostra arte è quello di studiarla per come va fatto. Il <<come va fatto>> è relativo e non esiste nessun motivo per ritenere che un’opinione sia in assoluto migliore di un’altra. Il criterio è questo: voi rispettate la vostra arte se le dedicate energia, tempo, sangue, pensieri e sudore. E questo vale sia che decidiate di seguire un maestro cinese per sempre, sia che fondiate uno stile tutto vostro.

einstein successo eticaSarebbe un discorso sconfinato, ma credo che, in definitiva, siano proprio questi i punti più importanti. E voi: cosa ne pensate?

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