Curl a martello per i bicipiti ben definiti

bicipiti ragazzaL´emblema della forza per noi occidentali? Da sempre è mettere in bella mostra i bicipiti. Sappiamo che per i cugini orientali non è cosí, soprattutto per chi pratica Kung Fu. Tuttavia nella mia esperienza diretta di allenamento in Cina, posso dire che dalle parti di Shaolin a Deng Feng, ció che piú colpiva i ragazzini con i quali mi allenavo erano in ordine di importanza i miei occhi verdi, la mia altezza ed ebbene sí, proprio loro… i bicipiti. Ci deve essere qualcosa di ancestrale nel loro fascino se pure io, ben lungi dall´essere un body builder, attraevo sguardi meravigliati con la divisa da Sanda; ricordo di aver incontrato un ragazzo che mi ha offerto una sigaretta per poterli toccarli e dopo averlo fatto ha anche preteso che la fumassimo insieme, pur essendo io un non amante della nicotina. Eh sí anche questa è la Cina.

bicipiti braccio di ferroOggi vediamo dunque un esercizio di isolamento per gli amatissimi bicipiti, ma Kung Fu Gym non dimentica la funzionalitá del nostro training, quindi vedremo una versione di curl che strizza l´occhio anche agli avambracci ed in particolar modo al brachioradiale.

Come si esegue il curl a martello

Innanzitutto una piccola premessa, se siamo così fortunati, ma anche organizzati, da avere del tempo per dedicarci ai bicipiti iniziamo con una serie di, curl al cavo, per esempio, per poi dedicarci agli hammer curl: variare la presa ci consente di differenziare gli stimoli e far lavorare in maniera più completa il muscolo, in questo caso anche il brachiale ovvero la parte esterna dei bicipiti.

bicipiti curl a martelloIl curl a martello deve per l´appunto il suo nome alla presa che non è la classica con le palme verso l’alto, ma quella neutra, proprio come se stessimo afferrando un martello, prestando attenzione a disporre il pollice in maniera piatta contro la parte inferiore del disco.
Nell´assumere la classica posizione iniziale con gambe divaricate quanto le spalle ed impercettibilmente flesse, ricordiamoci che è basilare "incollare" i gomiti ai fianchi; vietato muoverli allargandoli o, peggio ancora, con un colpo di bacino sollevarli per terminare la ripetizione.
Con le braccia completamente distese, reclutiamo volontariamente i bicipiti, flettiamo i gomiti e solleviamo i manubri fino all’altezza delle nostre spalle, per contrarli in cima, spremendoli al massimo per un secondo circa per poi ritornare lentamente nella posizione iniziale.

Personalmente preferisco allenare un braccio alla volta partendo dal più debole e per i principianti consiglio di far lo stesso, non solo per omologare il più possibile la forza dei due arti, ma anche per evitare di ricorrere, magari inconsapevolmente, allo slancio.

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